La presidente Ursula von der Leyen in un intervento al parlamento europeo (foto: Laia Ros)
La presidente Ursula von der Leyen in un intervento al parlamento europeo (foto: Laia Ros)

I passi indietro dell'Europa sul Green deal. Wwf: "Il 2025 è stato l'anno della retromarcia sui temi ambientali"

La timeline dei principali ripensamenti delle istituzioni europee sulle politiche ambientali. Dopo il 2025 il Green deal è ormai praticamente svuotato

Luca Marino

Luca MarinoGiornalista praticante

1 giugno 2026

Il Green Deal, approvato nel 2019, è una strategia che prevede una serie di riforme per rendere sostenibile l’economia dell’Unione europea. Dal 2019 a oggi però le priorità dei governi sono cambiate, così com’è cambiata la composizione della Commissione europea. Per questo, da oltre un anno, il Green Deal sta venendo smantellato pezzo per pezzo e svuotato del suo contenuto. Secondo Wwf, il 2025 è stato l’anno di maggiore retromarcia dell’Ue sui temi ambientali e climatici, in nome della semplificazione delle regole imposte alle imprese europee.

I principali passi indietro dell'Europa

  • marzo 2024: ritirato il regolamento Sur (2022), volto a dimezzare l’uso dei pesticidi entro il 2030.
  • maggio 2024: revisione e depotenziamento della Politica agricola comune(Pac) 2023/2027; abolito l'obbligo di destinare il 4 per cento dei terreni seminativi alla natura, ridotta la tutela dei prati stabili (ecosistemi erbacei permanenti) e ridotti gli impegni ambientali per le aziende agricole bio.
  • luglio 2024: approvata la legge sul ripristino della natura, ma molto ridimensionata rispetto all’idea di partenza. Azzerati il finanziamento dedicato al ripristino del 20 per cento degli ecosistemi degradati entro il 2030 e gli impegni per l’agricoltura. La commissione non può supervisionarne l’andamento.
  • febbraio 2025: riaperti e ridimensionati il Corporate sustainability reporting directive (Csrd) e il Corporate sustainabilitydue diligence directive (Csddd), regolamenti che impongono alle imprese di fornire rendiconti sulla propria incidenza ambientale, sociale e di governance, oltre a compiere concrete azioni di prevenzione ed eventuale rimedio dei propri impatti negativi. Molte aziende sono state esonerate.
  • luglio 2025: prima bozza della Pac 2028/2034, definanziata rispetto alla precedente. Viene cancellato il programma Life, strumento di sovvenzione per progetti destinati ad ambiente, clima e biodiversità.
  • ottobre 2025: rimandata l’entrata in vigore dell’Eudr (European deforestation-free products regulation) al 30 dicembre 2026 per le grandi e medie imprese e al 30 giugno 2027 per le piccole. È un regolamento che impedisce l’ingresso nel mercato europeo di prodotti derivanti da aree deforestate.
  • novembre 2025: rimandata al 2028 l’entrata in vigore dell’European emission trading system 2 (Ets), sistema che prevede incentivi economici a consumare meno combustibili fossili per i settori dell’edilizia e del trasporto stradale. Ogni anno viene stabilito un tetto massimo per le emissioni consentite di anidride carbonica, rivisto ogni volta al ribasso; chi supera il limite deve acquistare quote per l’emissione del gas eccedente da chi è rimasto entro il tetto.
  • dicembre 2025: marcia indietro sullo stop ai motori endotermici; dalla cessazione totale delle vendite entro il 2035, l’obiettivo è stato ridotto al 90 per cento. In aggiunta, la commissione ha aperto le porte al consumo di biometano

Da lavialibera n° 39

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