
Oppioidi sintetici, keta e coca. L'Agenzia Ue sulle droghe denuncia i trend e i pericoli nei consumi



16 giugno 2026
Riccardo Atzeni, cagliaritano di 44 anni, è un fumettista esordiente e la sua opera prima, pubblicata da Bao Publishing, si intitola Devo andare nello spazio, una graphic novel distopica che ha come protagonista Mocci, un corriere precario che a bordo della sua utilitaria rossa viaggia nel cosmo per recuperare file e dati che le persone hanno smarrito.
I fili della vita di Chiharu Shiota, in mostra al Mao di Torino
Il ragazzo ha una madre, una sorella scrittrice e un padre malato con cui ha sempre avuto un rapporto complicato. L’uomo sta per morire e il figlio non ha il coraggio di andare a trovarlo in ospedale. Il racconto svolta quando, dopo un attacco hacker, il protagonista perde la licenza e il lavoro: a quel punto il mondo gli crolla addosso, non tanto perché deve rinunciare a un impiego sottopagato e socialmente inutile, ma perché fino ad allora viaggiare nello spazio gli aveva permesso di fuggire dalle proprie responsabilità.
Mocci attraversa pianeti, asteroidi e meteoriti alla ricerca di ciò che i terrestri hanno smarrito: file digitali, la spazzatura che produciamo in quantità sempre maggiore
“L’idea del fumetto nasce da un’esperienza personale legata al rapporto con mio padre e alla sua malattia, ma non volevo che fosse un libro autobiografico, credo molto nel potere delle storie inventate”, racconta a lavialibera l’autore, che nella vita si è sempre occupato di illustrazione. “A una storia familiare ho aggiunto un elemento fantascientifico, il viaggio nello spazio. Ogni giorno Mocci attraversa pianeti, asteroidi e meteoriti alla ricerca di ciò che i terrestri hanno smarrito: file digitali, la spazzatura che produciamo in quantità sempre maggiore. Ci interroghiamo molto sulla spazzatura fisica, ma dimentichiamo quella virtuale. Eppure i server occupano spazio fisico e ne servirà sempre di più. Forse dovremmo chiederci se abbia veramente senso produrre tanto”.
Atzeni ha presentato il progetto a Bao nella primavera del 2024, ma per ultimare il fumetto ci sono voluti altri due anni. “Per i miei lavori utilizzo l’acquerello, un processo lungo con tempi tecnici che non possono essere accorciati. Ma va bene così: per una persona creativa il tempo è uno strumento prezioso ed è raro poterlo utilizzare in questo modo. Adesso si parla molto di intelligenza artificiale, della possibilità di fare tante cose in poco tempo, ma noi artisti dovremmo dedicare il nostro tempo a riflettere, ragionare, disegnare e scrivere, senza l’assillo della fretta. Altrimenti non ha senso esistere”.
Tapum, la guerra che non fa ridere. Intervista a Leo Ortolani
Il mondo raccontato da Atzeni è identico a quello reale, se non fosse che con estrema facilità le persone possono viaggiare nel cosmo. “Non sono particolarmente appassionato di spazio e da piccolo non volevo fare l’astronauta, ma ho avuto una formazione classica e questa storia in qualche modo si collega all’Orlando furioso. Secondo Ariosto la Luna è il luogo dove si deposita tutto ciò che l’umanità ha perso, ad esempio le lacrime o ancora il senno che Orlando smarrisce e che finisce in un’ampolla. Nel mio fumetto lo spazio è un luogo ridimensionato e addomesticato dalla tecnologia, reso docile dai bisogni economici. È quello che l’uomo da sempre cerca di fare con la natura: provare a imbrigliarla e piegarla ai nostri scopi. E benché questo abbia vantaggi importanti, ad esempio in campo medico, quando il controllo sulla natura supera un certo limite si trasforma in aggressione. Nel fumetto c’è un passaggio proprio sul desiderio umano di controllare lo spazio, che per fortuna resterà tale. Non riusciremo a controllare tutto ed è una grande salvezza”.
"Nel mio fumetto lo spazio è un luogo ridimensionato e addomesticato dalla tecnologia, reso docile dai bisogni economici"
Nel libro il riferimento al lavoro precario, alla facilità con cui certi contratti possono essere strappati da un giorno all’altro, è forte. “È una questione che sento mia e che è stata anche motivo di sofferenza. Il mestiere che ho scelto è per definizione precario e non ho ereditato appartamenti da affittare e con i quali campare. Poi penso anche alle persone che svolgono lavori molto faticosi e privi di qualsiasi gratificazione, sono loro che hanno ispirato i miei corrieri spaziali, che percorrono centinaia di migliaia di chilometri per fare un lavoro totalmente inutile: recuperare una password perduta, una foto cancellata per sbaglio, una mail smarrita. Nel fumetto porto all’estremo il concetto di gig economy, intesa come modello economico basato sul lavoro occasionale, temporaneo, che ci avevano presentato come la soluzione a tutti i problemi e che in realtà ha finito per arricchire chi era già ricco, attraverso lo sfruttamento sistematico di chi ha bisogno di un impiego per sopravvivere”.
"The cost of growth", il nemico dell'ambiente è il capitale
La scelta di raccontare la storia di Mocci servendosi del fantastico non è casuale. “Viviamo un momento storico in cui guardiamo al futuro con preoccupazione e poca speranza, ma forse è sempre stato così. Ho una cordiale antipatia per la nostalgia, non penso che il passato sia meglio del presente. È una grandissima trappola che serve a giustificare il mancato impegno nel sistemare i problemi del presente. Ad ogni modo, quando il futuro spaventa è anche fisiologico rifugiarci in un racconto distopico, che in questo caso trasforma la realtà per cercare di restituirla un po’ più vera di quanto non sia”.
"Ho una cordiale antipatia per la nostalgia, non penso che il passato sia meglio del presente"
Il lavoro precario, i rapporti familiari, l’amicizia, l’amore e il desiderio di fuga. Sono i temi che in Devo andare nello spazio emergono attraverso il racconto di Mocci e che l'autore affronta senza cercare risposte definitive, lasciando a lettrici e lettori il compito di interrogarsi sul presente e sulle sue contraddizioni.
Crediamo in un giornalismo di servizio a cittadini e cittadine, in notizie che non scadono il giorno dopo. Aiutaci a offrire un'informazione di qualità, sostieni lavialibera
La tua donazione ci servirà a mantenere il sito accessibile a tutti
Mentre in Europa il Green deal è sotto assedio, e le destre spingono per smontarlo pezzo dopo pezzo, dall'altra parte del mondo, diverse nazioni europee partecipano al gruppo di cinquantasette paesi "volenterosi" che si sono riuniti a Santa Marta, in Colombia, per avviare una reale uscita dal fossile
La tua donazione ci servirà a mantenere il sito accessibile a tutti