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22 giugno 2026
Un ricordo pubblico e un premio in memoria di Michele Albanese, giornalista del Quotidiano del Sud e collaboratore dell'Ansa che per 12 anni ha vissuto sotto scorta per le sue inchieste sulle cosche, scomparso il 15 febbraio scorso. Domenica 21 giugno a Lamezia Terme (Catanzaro), nel corso della serata di chiusura di Trame Festival, il festival dei libri sulle mafie, le figlie Maria Pia e Michela hanno ricordato il padre insieme a Nuccio Iovene e Giovanni Tizian, rispettivamente presidente della Fondazione Trame e direttore artistico del festival, e a Graziella Di Mambro, responsabile legalità dell’associazione Articolo 21.
Nelle periferie vive il cuore del giornalismo
"Per la sua attenzione al territorio ha avuto una vita blindata e una morte prematura, ma ci ha lasciato un forte messaggio"Nuccio Iovene - Presidente Fondazione Trame
“L’anno scorso Michele doveva essere nostro ospite, come lo è stato in altre edizioni – ricorda Iovene -, ma il giorno prima del suo arrivo ho ricevuto una chiamata dal suo numero di telefono: era la moglie che mi informava dell’infarto. Da allora abbiamo sempre sperato che si riprendesse, ma non ce l’ha fatta. Per la sua attenzione al territorio ha avuto una vita blindata e una morte prematura, ma ci ha lasciato un forte messaggio. La figlia Maria Pia ha ricordato la sua attenzione nell’affiancare i giovani che si avviavano al giornalismo e alla crescita delle nuove generazioni. A questo spirito si ispira il premio Trame che intitoleremo a lui”. Al premio giornalistico "Trame – Michele Albanese” hanno aderito anche Libera, Libera Informazione e Articolo 21. “L’idea è quella di premiare giovani che fanno inchieste a livello locale”, annuncia Iovene. Nei prossimi mesi la fondazione lavorerà alla scrittura del bando e all’organizzazione, con l’obiettivo di premiare i vincitori e le vincitrici alla prossima edizione della rassegna. "Sappiamo con quanta sofferenza e difficoltà i giornalisti locali svolgano il loro lavoro, essendo esposti quotidianamente a minacce e intimidazioni", afferma Tizian.
A Trame, un incontro sul crimine in Germania smonta i pregiudizi e rilancia la lotta antimafia
Graziella Di Mambro ha ricordato le caratteristiche umane e professionali di Albanese: “Ho avuto modo di intervistarlo nell’ambito delle indagini che seguirono il duplice omicidio di Jan Kuciak e della compagna Martina Kusnirova. Michele fu il primo a parlare di una pista della criminalità organizzata, degli interessi della ‘ndrangheta in giro per l’Europa. Conosceva le dinamica, gli interessi, le diramazioni. Ecco in questo senso credo che abbia incarnato il giornalista di provincia, il cronista che ha le antenne sul territorio. Come lui ce ne soni tanti, invisibili, coraggiosi o semplicemente molto bravi che ogni giorno raccontano l’Italia profonda. Non sono eroi per forza di cose, sono dei lavoratori onesti che trovano le notizie delle loro città, sovente sono storie invisibili agli occhi e alla tastiera di Rai, Mediaset e testate nazionali, che poi, magari, ci tornano su dopo settimane”.
A proposito del premio, “crediamo che sia un riconoscimento alla memoria di Michele e al presente di tanti colleghi che lavorano come lui o a lui si ispirano. La nostra associazione ha due ‘chiodi fissi’: difendere il pensiero critico, dunque la Costituzione, e illuminare le periferie” per “tenere accesi i riflettori sugli argomenti e i territori periferici, insieme alla necessità di tutelare le fonti, il segreto professionale e l’agibilità della professione contro querele e intimidazioni”.
Trame Festival, il presidente Nuccio Iovene: "Siamo aperti al confronto. Il bello è anche questo"
Il festival Trame ha concluso domenica sera la sua quindicesima edizione con gli interventi del procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri e del conduttore di Propaganda Live Diego Bianchi, e con la proiezione del documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo. “Abbiamo avuto oltre 70 eventi, più di 160 ospiti e il numero di volontari, giovani delle scuole di Lamezia Terme, ha superato le cento unità. Siamo cresciuti”, prosegue il presidente Iovene. Alle presentazioni di libri si sono affiancate quelle di podcast e documentari, mostre artistiche e fotografiche. Dalla prossima edizione, programmata dal 15 al 20 giugno 2027, la direzione artistica passerà da Tizian a Raffaella Calandra, inviata del Sole 24 Ore, già giornalista di Radio 24 (dove conduceva la trasmissione Storiacce) e responsabile della comunicazione del ministero della Giustizia dal febbraio 2021 al primo semestre del 2024.
“Giovanni è stato direttore della rassegna per sei anni e con la vice-direzione di Domani ha molte responsabilità. Rimarrà con noi per il premio. Al suo posto arriva la prima direttrice, Raffaella Calandra, che può aiutarci ad allargarci a nuovi orizzonti. D’altronde Trame è legato sì al territorio di Lamezia e della Calabria, non è un festival che si è chiuso su se stesso e anzi ha cercato di espandersi verso nuovi linguaggi e ospiti. Vuole essere un veicolo di contaminazione”. "Ho sempre sostenuto che, al di là delle singole direzioni artistiche, Trame abbia ormai un’identità forte e consolidata, che deve continuare a raccontare le storie di chi ha resistito e continua a resistere ai poteri mafiosi nei territori", conclude Tizian.
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