
"Ragazzi, distinguete il bene dal male, perché il conto da pagare è alto"



1 ottobre 2026
Sul tavolo del mio avvocato c’è un dossier che riguarda Meta da vicino: oltre 300 schede, ognuna con data, testo integrale del commento, profilo dell’autore e ipotesi di reato, che documentano una campagna d’odio contro un giornalista italiano. Il giornalista sono io. Insieme all’avvocato Andrea Di Pietro, coordinatore dello sportello legale di Ossigeno per l’Informazione (che ha adottato il mio caso in collaborazione con Media Defence), stiamo costruendo una delle prime azioni in Italia fondate sul Digital services act e interamente basate sull’esperienza di un singolo cronista.
"Io, moderatrice di Facebook al lavoro contro l'odio"
Nessuno chiede a Meta di sorvegliare in anticipo miliardi di contenuti. Il regolamento europeo e la giurisprudenza italiana le chiedono però di intervenire quando la conoscenza dell’illecito diventa effettiva e documentata. Ossigeno ha classificato la vicenda tra i più gravi atti recenti di intimidazione digitale contro chi fa informazione in Italia e le ha dato un nome: "squadrismo mediatico", un attacco "deliberato, diffuso, reiterato e di massa per mettere a tacere chi diffonde notizie o opinioni non gradite".
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Il nuovo numero dedicato alla "criminalità riorganizzata": dalle reti finanziarie clandestine al narcotraffico, dalle nuove tecnologie alla violenza che torna nelle strade di Palermo. Un dossier che mette in fila numeri, inchieste e testimonianze per mostrare il volto attuale delle mafie