
"Ragazzi, distinguete il bene dal male, perché il conto da pagare è alto"



28 settembre 2026
A sei mesi dalla chiusura delle olimpiadi e paralimpiadi di Milano-Cortina 2026, l’unico bilancio positivo sembra quello del medagliere della squadra italiana. Tra cantieri fermi e costi lievitati, il risultato dell’organizzazione del grande evento è meno brillante: delle 98 opere mappate dal sito Open Milano Cortina, solo la metà è conclusa e una su tre non è nemmeno iniziata. Ancora molti i nodi da sciogliere: dal ruolo del commissario straordinario alle paralimpiadi all’ammontare effettivo del costo dell’evento, con un focus sulla Fondazione Milano-Cortina. Il quarto report della rete civica Open Olympics 2026 fotografa la situazione attuale e avanza cinque richieste, per ottenere Giochi trasparenti e rendicontabili.
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In poco meno di due anni, la spesa complessiva per strutture e infrastrutture legate ai Giochi di Milano-Cortina è salito di più di 200 milioni di euro: i maggiori rincari in Lombardia, con un aumento di 50 milioni, seguito dal Trentino (+17,2 milioni), Veneto (+15,5 milioni) e Bolzano (+2 milioni). In totale, un’opera su 5 (19 in tutto) è aumentata di costo.
L’impennata più vistosa riguarda un'opera di legacy lombarda, la riqualificazione stradale che collega Busto Arsizio, Gallarate e Cardano, che sale di circa 49 milioni di euro, cioè l’87 per cento in più del costo iniziale
L’impennata più vistosa riguarda un'opera di legacy lombarda, la riqualificazione stradale che collega Busto Arsizio, Gallarate e Cardano, che sale di circa 49 milioni di euro, cioè l’87 per cento in più del costo iniziale. Ed è proprio sull’eredità che 2,7 miliardi (85 per cento ) dei 3,16 miliardi complessivi sono ancora bloccati nei cantieri, di cui 1,5 miliardi risultano ancora "in progettazione", la fase più lontana dalla realizzazione. Anche i ritardi crescono: l’ultima consegna è prevista per fine dicembre 2033, mentre per 10 opere non è ancora disponibile la data di fine lavori.
Le ditte che si sono aggiudate i lavori sono 111 imprese, che spesso hanno subappaltato: il numero, in questo caso, è passato da 475 a 543 tra ottobre 2025 e agosto 2026. Un caso è particolamente interessante: 121 aziende in subappalto sono state chiamate per la soppressione dei passaggi a livello sulla linea ferroviaria Milano-Tirano.
Quello che rimarrà sui territori saranno soprattutto opere stradali: varianti, circonvallazioni, tangenziali, svincoli, gallerie. Restano in secondo piano gli interventi per la mobilità sostenibile e gli impianti a fune, con i servizi per le aree sciistiche
In ogni caso, quello che rimarrà sui territori saranno soprattutto opere stradali: varianti, circonvallazioni, tangenziali, svincoli, gallerie. Restano in secondo piano gli interventi per la mobilità sostenibile – solo 15 opere – e gli impianti a fune, come la cabinovia Apollonio-Socrepes ferma da un anno, con i servizi per le aree sciistiche. “Per ogni euro investito nella mobilità sostenibile, – scrivono gli autori del report – se ne spendono quattro sulla rete stradale. C'è però un rovesciamento nei fatti: la componente di trasporto pubblico e ciclabile è quella che sta effettivamente arrivando a compimento.
Il 63,1 per cento della spesa per la mobilità sostenibile è già su opere concluse, contro appena il 2,4 per cento per le opere stradali”. La grande incognita, però, riguarda la continuità dell’utilizzo delle stazioni ferroviarie messe a nuovo: il rischio, sottolineato dalla rete è che rimangano luoghi fantasma, visto che a un ammodernamento dell’edificio non è seguita una strategia per i servizi ferroviari su linee già in sofferenza da anni.
All’inizio doveva provvedere solo alla sistemazione degli impianti. Poi, tra le sue spese, hanno cominciato a comparire servizi vari, dalla sorveglianza alla sistemazione delle buche: il ruolo del commissario straordinario per le paralimpiadi si è esteso fino a coprire impegni di altre strutture, come la Fondazione Milano-Cortina, a cui sono stati erogati 64 milioni di euro di anticipazioni per i contratti già stipulati con fornitori privati. “A questi si aggiungono 16 milioni destinati a Simico e oltre 7,6 milioni alla Difesa e all'Associazione nazionale apini per la gestione dei volontari – continuano le associazioni –. Un meccanismo in cui la quasi totalità delle risorse è stata liquidata sulla base di anticipi o documentazione autoprodotta, prima ancora di aver ricevuto e verificato le rendicontazioni analitiche a consuntivo”.
L’interconnessione tra risorse pubbliche e private è lampante nel caso di Fondazione Milano-Cortina, ente che si dovrebbe occupare di pianificare e gestire l’organizzazione, la realizzazione, la promozione e la logistica di tutti i Giochi invernali
L’interconnessione tra risorse pubbliche e private è lampante nel caso di Fondazione Milano-Cortina, ente che si dovrebbe occupare di pianificare e gestire l’organizzazione, la realizzazione, la promozione e la logistica di tutti i Giochi invernali. La crescita dei costi, come si può desumere dal bilancio del 2025 pubblicato a giugno 2026, è imponente per la voce di spesa dei "Servizi", che sale da 58 a 195,2 milioni: l’ammontare delle consulenze tecniche è aumentato da 21,1 a 83,3 milioni, i servizi di vigilanza sono passati da 0,3 a 24,1 milioni e le consulenze fiscali sono salite da 4,8 a 18,9 milioni. Ci sono poi le royalties, le spese per gli affitti e le licenze, le spese di investimento per impianti e venues in costruzione nel 2025.
La rete chiede la piena trasparenza e pubblicazione in formato aperto della matrice di finanziamento e dei debiti di tutti i soggetti coinvolti, per sapere chi stia pagando cosa
Nonostante sia per natura giuridica un’impresa privata, i suoi soci sono tutti pubblici, come pubblico è l’eventuale ripianamento di eventuali debiti: gli enti territoriali coinvolti, le garanzie dello stato italiano, e l’impegno del governo. “Ad oggi, – chiarisce la rete Open Olympics –i debiti in bilancio superano il miliardo di euro (1.020,4 milioni) contro crediti per 365,8 milioni, poco più di un terzo. Una parte di questo sbilancio è fisiologica vista la struttura contrattuale di Fondazione, per cui gran parte degli incassi ricevuti dal Cio e dagli sponsor non sono ancora contabilizzati come ricavi; lo saranno solamente alla fine dei Giochi, nel bilancio 2026.”
Il report redatto dalla rete Open Olympics vuole fare un bilancio a sei mesi dalla fine dei Giochi, per riuscire a chiarire cosa è stato fatto e cosa invece è mancato, soprattutto in termini di trasparenza.
Alla luce di questi dati, le associazioni indicano cinque passi verso la trasparenza e integrità da adottare in ogni futuro grande evento in Italia:
1. Garantire la piena trasparenza e pubblicazione in formato aperto della matrice di finanziamento e dei debiti di tutti i soggetti coinvolti, per sapere chi stia pagando cosa;
2. Procedere a una moratoria immediata e la riapertura del dibattito pubblico per tutte le opere non ancora avviate o in fase di progettazione con consegne proiettate fino al 2033, per valutare la cancellazione dei progetti anacronistici e reinvestimenti su bisogni effettivi dei territori;
Per le associazioni è necessario procedere alla pubblicazione dei dati analitici ex-post sulla Carbon Footprint di cantieri ed eventi
3. Procedere alla pubblicazione dei dati analitici ex-post sulla Carbon Footprint di cantieri ed eventi;
4. Dare uno stop all'uso strumentale della sigla paralimpica come canale commissariale per la copertura di costi organizzativi generali di terzi;
5. Procedere a una riforma seria della governance dei grandi eventi, limitando la creazione di fondazioni private coperte da garanzia pubblica in bianco e imponendo la totale ostensione preventiva di bilanci, contratti e consulenze quando a pagare è la collettività.
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