
"Ragazzi, distinguete il bene dal male, perché il conto da pagare è alto"

“Convict journalism” è la rubrica di articoli scritti da detenuti nei circuiti di Alta sicurezza 3 di due carceri, quello di Asti e quello di Vibo Valentia, nel corso dei laboratori realizzati da lavialibera con il sostegno del fondo “Pluralistic media for democracy” di Journalism Fund Europe.
Con questo progetto lavialibera vuole raccontare il luogo chiuso e inaccessibile per definizione, il carcere, e farlo attraverso la voce di chi lo abita, voci spesso inascoltate e stigmatizzate. L’obiettivo della redazione, con il supporto di operatori sociali, educatori e mediatori, è di guidare e affiancare i partecipanti al corso, reclusi che stanno seguendo percorsi di reinserimento sociale e hanno manifestato l’interesse verso l’iniziativa, nella conoscenza base del funzionamento di una redazione giornalistica, nella selezione di temi di "interesse pubblico" e nella scrittura di un articolo giornalistico sul carcere da pubblicare su lavialibera.







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Tutto cambia, tranne il legame tra mafie e affari: dalle reti finanziarie clandestine al narcotraffico, dalle nuove tecnologie alla violenza che torna nelle strade di Palermo. Un dossier che mette in fila numeri, inchieste e testimonianze per mostrare il volto attuale delle mafie

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