Il 22 e 23 marzo 2026 gli elettori sono chiamati a votare al referendum sulla riforma Nordio. Si tratta di un referendum confermativo: la riforma, non avendo ottenuto la maggioranza dei due terzi dei voti parlamentari, deve passare al vaglio referendario. In questa situazione, non è previsto il quorum (cioè la partecipazione del 50 per cento più uno degli elettori).
Non passa la riforma costituzionale dell'ordinamento giudiziario firmata da Giorgia Meloni e Carlo Nordio. Al referendum del 22 e 23 marzo, il No vince con quasi il 54 per cento dei voti. "Risultato che serve ai cittadini e alla loro uguaglianza …
La posta in gioco del referendum sulla giustizia è molto alta. Non è una questione che politici e magistrati possono sbrigare tra di loro, perché riguarda i nostri diritti e le nostre libertà
Per i proponenti, la riforma Nordio è necessaria a completare quella della procedura penale che risale a quarant'anni fa. In più, è utile a limitare l'influenza delle "correnti" e delle associazioni di magistrati
Il 22 e il 23 marzo gli elettori sono chiamati a confermare o bocciare, con un referendum, la riforma firmata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Questa legge modifica alcuni articoli della Costituzione su diversi aspetti cruciali …
A differenza della politica, il giudice non può astenersi dal prendere decisioni. Perciò, quando si è trattato di tutelare alcuni diritti fondamentali, la giurisprudenza è spesso arrivata prima. Ad esempio, sul fine vita e sulle garanzie del lavoro
Con il referendum sulla giustizia, l'obiettivo non dichiarato del governo è mettere la politica nelle condizioni di poter controllare e condizionare il lavoro dei magistrati. Questo significa meno processi contro i colletti bianchi e chi detiene il …