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1 aprile 2026
È la mattina del 25 novembre 2023. In una sala dell’hotel Landhaus Adlon di Potsdam, poco fuori Berlino, figure di spicco della formazione di estrema destra Alternative für Deutschland (Afd), esponenti di movimenti identitari e facoltosi simpatizzanti si incontrano per discutere la linea che il partito in piena ascesa dovrà mantenere nei confronti dell’immigrazione.
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All’appuntamento, rimasto segreto fino alla pubblicazione di un’inchiesta della testata Correctiv, partecipa anche l’attivista austriaco Martin Sellner, bandito da diversi stati perché ritenuto pericoloso. È lui a proporre quella che diventerà la parola d’ordine dell’estrema destra tedesca: remigrazione. Un termine all’apparenza neutro, facilmente spendibile a livello comunicativo, specialmente sui social media, che racchiude un progetto preciso: espellere tutti i cittadini stranieri in situazione irregolare, i richiedenti asilo, ma anche chi, pur avendo il permesso di soggiorno o addirittura la cittadinanza, è considerato "non sufficientemente assimilato".
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