2026 - numero 38

Stanze segrete

In Italia esistono stanze in cui i cittadini stranieri vengono rinchiusi prima di essere caricati su un aereo e rimpatriati. Il governo li chiama “luoghi idonei”, ma spesso di idoneo hanno poco: in alcuni non c’è la doccia, le coperte non vengono cambiate, i servizi non vengono igienizzati e non si può comunicare con l'esterno. Nessuno vuole parlarne: sappiamo che per legge sono creati nelle questure o negli aeroporti, ma non esistono dati ufficiali su quanti siano e dove si trovino, cosa ci sia all’interno e come siano trattate le persone. Quello che leggerete nell’inchiesta l’abbiamo ricostruito attraverso dati e documenti esclusivi ottenuti dalle questure. Un lavoro complesso, che cerca di scalfire un'invisibilità voluta e difesa dai governi, come spiega nell’editoriale la direttrice Elena Ciccarello: “Il trucco è vecchio e collaudato: ciò che non si vede e non si sente non c’è. Sottrarre alla vista il trattamento riservato alle persone migranti, fatto spesso di procedure irragionevoli, orrende detenzioni amministrative e mancate tutele, è il modo migliore per evitare reazioni pubbliche e proteste”.

Di zone d’ombra e silenzi imposti parla anche la seconda inchiesta del dossier. Raccoglie le testimonianze inedite di operatori sanitari sottoposti a pressioni perché certifichino l’idoneità dei migranti alla detenzione nei Centri di permanenza per il rimpatrio: “Una volta, dopo aver firmato una non idoneità, il comandante mi ha chiamato chiedendomi le generalità perché stavo ostacolando operazioni di ordine pubblico”, ci ha raccontato un medico. Chiude il dossier l’inchiesta sui rimpatri volontari, che abbiamo scoperto essere spesso più indotti che volontari, costretti da condizioni di salute o detenzione insostenibili.

“Le analisi che trovate in questo numero della rivista mostrano che non esiste più argine politico e neppure giuridico al razzismo imperante – scrive don Luigi Ciotti nel suo editoriale –. Leggete cosa accade nei Cpr o nei luoghi informali 'di transito' dei migranti irregolari. Chiedetevi se sono più irregolari loro, o il trattamento che noi gli riserviamo”.

Ti segnaliamo poi l'intervista con il presente: a parlare è Nicola Rossiello, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil Piemonte, che racconta dall’interno e con preoccupazione il cambio di paradigma che sta trasformando la polizia in una forza di “pura repressione”, “chiusa ed esposta agli orientamenti ideologici del governo in carica”.

La fotoinchiesta ci porta invece a Teheran con una rara testimonianza visiva degli attacchi sferrati da Usa e Israele e delle conseguenze sui civili che, come sempre, pagano il prezzo più alto. Dall’estero arrivano anche le storie sulla rinascita della flora e della fauna a quarant’anni dal disastro di Cernobyl, sulle sfide della prima Procura nazionale antimafia francese e sugli appetiti che interessano il Somaliland, Stato autoproclamato nel Corno d’Africa.

In questo numero

Intervista con il presente | Polizia autonoma, come la magistratura Elena Ciccarello

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