Roma, 11 marzo 2026. Comunicazioni della Presidente del consiglio Giorgia Meloni in Senato. Foto di palazzo Chigi
Roma, 11 marzo 2026. Comunicazioni della Presidente del consiglio Giorgia Meloni in Senato. Foto di palazzo Chigi

Cpr, blocco navale, espulsioni: dal governo Meloni una nuova stretta sull'immigrazione

Con il nuovo decreto sicurezza e il ddl immigrazione sarà più semplice costruire nuovi centri per il rimpatrio e più difficile documentare cosa succede all'interno. Poi, norme per facilitare respingimenti ed espulsioni, il "blocco navale" e misure che recepiscono il nuovo patto Ue sull'immigrazione, che entrerà in vigore a giugno

Paolo Valenti

Paolo ValentiRedattore lavialibera

Aggiornato il giorno 13 aprile 2026

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Più Cpr, ma nessuno veda cosa succede all'interno: il progetto del governo Meloni sui centri per il rimpatrio emerge chiaramente dalla lettura incrociata del nuovo decreto sicurezza e del disegno di legge sull'immigrazione, approvati entrambi dal Consiglio dei ministri lo scorso febbraio. Il primo, già in vigore, è ora allo studio della Commissione affari costituzionali alla Camera prima della conversione in legge. Il secondo approderà in parlamento nelle prossime ore. Oltre ai Cpr, norme per facilitare respingimenti ed espulsioni e il "blocco navale".

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Nuovo decreto sicurezza

Il 5 febbraio, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge contenente "disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell'interno, nonchè di immigrazione e protezione internazionale", noto come nuovo decreto sicurezza, entrato in vigore il 24 febbraio. Oltre alle misure volte a "contrastare la violenza giovanile" e "potenziare i poteri di prevenzione e controllo per le manifestazioni", alcune novità riguardano anche l'immigrazione:

  • Respingimenti alla frontiera: disposizioni per rendere più facile rispedire immediatamente chi entra nel territorio nazionale dall’altra parte del confine, compresi minori e persone che intendono chiedere asilo.
  • Difesa contro l’espulsione: i cittadini stranieri che intendono far ricorso contro il provvedimento di espulsione non accederanno più automaticamente al patrocinio a spese dello Stato, cioè l’assistenza gratuita di un avvocato, ma dovranno fare richiesta esplicita e dimostrare di non avere mezzi sufficienti.
  • Meno vincoli per i nuovi Cpr: estesa al 2028 la deroga "ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale", fatto salvo il codice antimafia, "per la localizzazione, la costruzione, l’acquisizione, il completamento, l’adeguamento, la ristrutturazione delle strutture e infrastrutture destinate all’assistenza, all’accoglienza e al trattenimento dei cittadini stranieri", con particolare attenzione ai Centri di permanenza per il rimpatrio.

Ddl immigrazione 

L'11 febbraio, il governo ha approvato un disegno di legge contenente "disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo". Nonostante la richiesta di "sollecita calendarizzazione" in Parlamento, la versione ufficiale del testo è stata "bollinata" dalla Ragioneria di Stato solo due mesi più tardi, passaggio preliminare alla trasmissione al parlamento, che dovrebbe avvenire nelle prossime ore.

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La principale novità riguarda il disciplinamento delle modalità di trattenimento dei cittadini stranieri nei Cpr: finora erano definite da un regolamento, la direttiva Lamorgese 2022, ma lo scorso luglio la Corte costituzionale ha affermato che la limitazione della libertà personale e "l'assoggettamento fisico all’altrui potere" che vigono nei centri devono essere regolamentati con "norme di rango primario", cioè leggi. Ecco cosa prevede il testo:

  • Censura sui Cpr: le persone trattenute potranno utilizzare soltanto dispositivi privi di telecamera, di proprietà o messi a disposizione dai gestori, mentre vige il divieto di effettuare "riprese video-fotografiche o registrazioni audio" all’interno della struttura ma anche "nelle sue immediate pertinenze".
  • Blocco navale: introdotta la possibilità di vietare temporaneamente per un massimo di sei mesi l’attraversamento delle acque territoriali "nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale", come rischio terrorismo, emergenze sanitarie, eventi internazionali di alto livello o "pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini"; le persone migranti che si trovassero a bordo di imbarcazioni sottoposte al blocco potranno essere condotte anche in paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l’Italia ha stipulato accordi; sanzioni dai 10mila ai 50mila euro per le violazioni, fino alla confisca dell’imbarcazione in caso di reiterazione.
  • Largo alle espulsioni: ampliate le possibilità di espellere cittadini stranieri.
  • Meno tutele per i minori stranieri: trasferimento della competenza sul rimpatrio dal tribunale per i minorenni al prefetto e limitazione delle possibilità di affidamento ai servizi sociali.

Da lavialibera n° 38

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