Flussi migratori

Con 70,8 milioni di persone in fuga nel mondo a fine 2018, i flussi migratori sono uno dei temi caldi della politica nazionale e internazionale. Migrare oggi significa attraversare confini, fisici o naturali, resi sempre più invalicabili da logiche securitarie e nazionalistiche.

 

Per l’Italia i flussi migratori sono ormai sinonimo di barconi, sbarchi e ong, di rotta mediterranea e di rotta balcanica. Queste le uniche alternative alle poche vie di ingresso legali: corridoi umanitari per le persone più vulnerabili e decreto flussi per i lavoratori, soprattutto agricoli. Vie che non tengono conto delle molteplici motivazioni che spingono a partire: guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani, ma anche povertà, mancato accesso a servizi di base come sanità e istruzione e, non da ultimi, i cambiamenti climatici.

Calais, Francia. Migranti lungo la barriera. Foto di Joanna Chichelnitzky/fotomovimiento.org

Trattenimento, paesi terzi, espulsioni: cosa cambia con il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo

In vigore da venerdì 12 giugno, il nuovo patto è pensato per respingere il più alto numero possibile di richiedenti asilo. Eleonora Celoria, avvocata di Asgi: "Normalizza e rende legge tutte quelle pratiche attuate in precedenza da paesi come Grecia …

Luca Marino

Luca MarinoGiornalista praticante

Il cpr di Milano. Fonte: ministero dell'Interno/Invitalia
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Cpr e centri d'accoglienza come basi militari: così il governo blinda le strutture per migranti

Negato l'accesso agli atti sul progetto per il cpr di Trento: per l'esecutivo, i centri per migranti sono "opere destinate alla difesa e alla sicurezza". Potranno essere costruiti con procedure accelerate, coperti da segreto e senza valutazione …

Paolo Valenti

Paolo ValentiRedattore lavialibera

Una veduta su Prosfygica, le case popolari realizzate negli anni '30 per i profughi greci in arrivo dall'Asia Minore. Le foto sono tratte dal progetto "Aesthetics of Crisis" con cui la ricercatrice Julia Tulke ha documentato dal 2013 in poi la street art e i graffiti a sfondo politico nella capitale greca, Atene (Julia Tulke/Flickr)

Ad Atene, Prosfygika, la "casa dei rifugiati", prova a resistere alla riqualificazione urbana

Prosfygika è un complesso popolare costruito per i profughi all'inizio del XX secolo. Dal 2012 ospita una comunità di attivisti e migranti di quasi 400 persone. Adesso un progetto immobiliare mette a rischio l'esperienza e gli alloggi

Camilla Donzelli

Camilla DonzelliGiornalista freelance

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Beirut, aprile 2026. Momenti di svago negli spazi esterni del convento Saint Joseph. Foto di S. Stranges

In Libano, una chiesa diventa casa per i profughi stranieri

Rifugiati e lavoratori migranti che cercavano una seconda chance nella terra dei cedri si sono ritrovati bloccati in una guerra che li ha colpiti più degli altri, ignorati dalle istituzioni e privi di tutele. Il racconto dal convento di Saint Joseph …

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra GiuffridaGiornalista

Stefano Stranges

Stefano StrangesFotoreporter

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L'Aia (Paesi Bassi), 21 maggio 2026. Attiviste e attivisti espongono uno striscione che denuncia la complicità dell'Europa nei crimini nei centri di detenzione in Libia. Il sesto da sinistra è Lam Magok. Foto di Refugees in Libya

Al Buti imputato all'Aia, una vittima: "Torture frutto delle politiche italiane ed europee"

Alla Corte penale internazionale si è conclusa l'udienza preliminare a carico del generale libico accusato di torture con Almasri. Abbiamo intervistato Lam Magok, sopravvissuto alla prigione di Mitiga: "Speriamo sia la fine dell'impunità, ma anche …

Paolo Valenti

Paolo ValentiRedattore lavialibera

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