L'ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna
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Cpr, i medici che visitano i migranti sempre più sotto pressione

Operatori sanitari incalzati e in certi casi scavalcati dalle questure se non certificano l'idoneità alla detenzione dei migranti nei Cpr. Perquisizioni in casa e ispezioni sul luogo di lavoro. A Ravenna, alcuni sono stati indagati e sospesi per falso

Sofia Lo Mascolo

Sofia Lo MascoloEditor e attivista

1 aprile 2026

Visite da svolgere in pochi minuti, accessi non registrati nelle strutture sanitarie, assenza di mediazione culturale, pressioni da parte delle forze dell’ordine e, in generale, un tentativo di piegare la professione medica a esigenze di sicurezza. La valutazione clinica per certificare se un migrante è idoneo al trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) rischia di ridursi a un mero atto burocratico.

Indagini e pressioni sui medici per l'idoneità ai cpr. Gli appelli: "La cura non è reato"

Ravenna, con l’apertura dell’indagine per falso ideologico continuato a carico di otto medici del reparto di malattie infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci, la bolla è scoppiata. Da tempo molti camici bianchi si interrogano, sul piano etico e deontologico, sulla detenzione amministrativa. Alcuni, a volte dietro garanzia di anonimato, hanno raccontato a lavialibera le loro esperienze e i loro dubbi.

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2026 - numero 38

Stanze segrete

Inchiesta esclusiva sui "luoghi idonei" delle questure, dove vengono rinchiusi i cittadini stranieri prima del rimpatrio

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