
Le condizioni dei cpr sono pessime. Lo dicono anche le carte del ministero



Aggiornato il giorno 22 maggio 2026
Mancano le sedie e i tavoli, i bagni sono sporchi, le coperte non vengono sanificate e c’è poca luce naturale. La questura di Milano li chiama luoghi idonei, ossia adatti al trattenimento dei cittadini stranieri in attesa di rimpatrio, ma per il garante dei detenuti, che a luglio del 2025 ha visitato le strutture della città lombarda, in queste stanze di idoneo c’è poco.
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La relazione è impietosa, soprattutto per quanto riguarda le 16 camere di sicurezza collocate al piano terra della questura, utilizzate per le persone in stato di fermo o di arresto e, solo in via eccezionale, per chi è in attesa di rimpatrio. Da gennaio 2024 ad agosto 2025 nei luoghi idonei e nelle camere di sicurezza meneghine sono state rinchiuse 592 persone.
Da gennaio 2024 ad agosto 2025 nei luoghi idonei e nelle camere di sicurezza milanesi sono state rinchiuse 592 persone
La commissione del garante ha visitato due camere di sicurezza, giudicate inadeguate viste le "condizioni molto degradate". Nel bagno non c’era la doccia (necessaria per trattenimenti superiori alle 24 ore) e i sanitari in acciaio erano ricoperti di incrostazioni maleodoranti. Inoltre, sui letti in muratura, dove poggia un materasso di gommapiuma, erano presenti coperte "evidentemente utilizzate da chi era transitato in precedenza". Dalla questura hanno confermato che questi spazi sono "solo saltuariamente igienizzati".
La commissione del garante ha visitato due camere di sicurezza: nel bagno non c’era la doccia e i sanitari in acciaio erano ricoperti di incrostazioni maleodoranti
Nel locale idoneo, invece, asciugamani, biancheria, scarpe e ciabatte sono fornite dalle associazioni e non dalle istituzioni. Nei mesi estivi nessun impianto di climatizzazione è in funzione, ma almeno una finestra garantisce un po’ di luce naturale. In ogni caso, non sono disponibili né il campanello delle chiamate urgenti, né l’interruttore per accendere o spegnere la luce dall’interno.
Parlando con gli operatori impiegati nella vigilanza dei cittadini stranieri, il garante ha scoperto che sono poco informati sulle regole da seguire durante il trattenimento. In assenza di un presidio sanitario, è lo stesso personale che chiede informazioni sullo stato di salute e sull’eventuale necessità di terapie farmacologiche.
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"In linea di principio – si legge nel documento – nei locali idonei sono trattenute esclusivamente persone migranti che non hanno problematiche sanitarie". Dagli stessi dati ottenuti durante la visita, la questura ha segnalato che dieci persone sono state trasportate in ospedale. I pasti forniti sono secchi: panini, frutta, uno snack dolce e l’acqua, mentre il telefono cellulare viene ritirato all’ingresso e occorre comunicare in anticipo le persone che si desidera contattare.
Il cellulare viene ritirato all’ingresso e occorre comunicare in anticipo i nomi delle persone che si desidera contattare
Sul punto, il garante ha spiegato che i dispositivi non dovrebbero essere requisiti, per permettere di accedere a internet anche solo per informarsi o passare il tempo. I colloqui con i difensori avvengono in modalità confidenziale, ma vigilati dal responsabile di turno. Sui registri presenze, alla voce “informativa sui diritti” – il documento che i cittadini stranieri devono firmare all’inizio della permanenza – compare spesso la dicitura “si rifiuta di firmare”, ma secondo il garante più che un diniego sembra che i fogli non vengano proprio consegnati.
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"In effetti anche il giorno della visita il personale aveva difficoltà a reperirli", si legge nella relazione. Anche i mediatori culturali, che potrebbero aiutare le persone a superare almeno l’ostacolo della lingua, sono disponibili solo dal lunedì al venerdì fino alle 17. E se capita di entrare nel weekend, non è previsto alcun supporto.
La videosorveglianza è attiva 24 ore su 24, anche nelle stanze private (a differenza dei Cpr dove è possibile avviare la registrazione soltanto negli spazi comuni), e la stessa rigidità si applica ai pacchi che arrivano dall’esterno. Ultima nota dolente sono le autorizzazioni al trattenimento e all’espulsione firmate dal giudice di pace: dal 2020 è possibile compilarle in via telematica e ciò significa che il magistrato, come evidenzia la relazione, "non ha mai fatto accesso alle camere di sicurezza per valutarne l’idoneità".
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In effetti, i collegamenti video con l’autorità giudiziaria si tengono in una stanza piccola, che all’occorrenza è ambulatorio medico, sala avvocati e persino magazzino.
Il capo della polizia di Stato, Vittorio Pisani, il 10 marzo 2026 ha risposto al documento del collegio del Garante: "La Questura di Milano – ha scritto Pisani – ha rappresentato che, a breve, saranno disponibili nuovi locali idonei, realizzati in Via Corelli, che risponderanno agli standard di sicurezza e di adeguatezza raccomandati dal garante nazionale". Ha aggiunto poi che "allo straniero vengono puntualmente illustrate, in lingua a lui comprensibile, sia mediante al consegna di materiale esplicativo, sia oralmente con l'assistenza di mediatori culturali, le ragioni per le quali si trova in tali luoghi, con la possibilità di chiedere protezione internazionale, di aderire a programmi di rimpatrio volontario assistito e di ricevere oggetti personali dall'esterno, di nominare e avere colloqui col difensore e di ogni altro suo diritto".
Per quanto riguarda la corrispondenza telefonica, il capo della polizia ha sottolineato che il cellulare viene messo in un armadietto e preso "ogni qual volta la persona ne faccia richiesta" e "sotto la supervisione degli operatori", per "contemperare le esigenze di sicurezza col diritto alla libertà di corrispondenza telefonica. Sul punto della tutela della salute, "è cura dell'ufficio immigrazione della Questura di provvedere preliminarmente ad approfondimenti sulle condizioni di salute dei soggetti interessati alla procedura". Nel caso in cui il cittadino straniero si senta male, chiamano il 118.
Allegato alla risposta di Pisani c'è anche un altro documento, dell'ufficio immigrazione della Questura di Milano. Particolarmente interessante il punto sulle condizioni materiali dei luoghi idonei. "I nuovi locali idonei costruiti in via Corelli, adiacenti al locale Cpr ma distinti dallo stesso, sono muniti ciascuno (totale quattro locali) di servizi igienici e di doccia; nelle more dell'effettiva operatività degli stessi, si provvederà in ogni caso ad interessare il locale ufficio tecnico logistico per l'intensificazione dei servizi di pulizia e il cambio del materiale lettereccio".
Come per il caso di Palermo, anche per la questura di Milano il telefono non viene lasciato sempre per"potenziale pericolo per l'incolumità dello stesso, degli altri ospiti e degli operatori, potendo fungere tale strumento come mezzo idoneo al compimento anche di atti pericolosi e autolesionistici".
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