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1 aprile 2026
È un compromesso tutto a destra quello che, con molta probabilità, darà forma al nuovo Regolamento Ue sui rimpatri: giovedì 26 marzo, il parlamento di Strasburgo ha approvato con 389 voti a favore, 206 contrari e 32 astensioni la posizione negoziale sul testo con i voti del Partito popolare europeo, dei Conservatori e riformisti (il gruppo di cui fa parte Fratelli d’Italia), dei Patrioti per l’Europa (a cui aderisce la Lega) e di Europa delle nazioni sovrane (nato su iniziativa di Alternative für Deutschland). "L’Europa va finalmente nella direzione giusta, su una linea che l’Italia ha sostenuto con forza – ha commentato la premier italiana Giorgia Meloni –. È un passaggio importante per rendere i rimpatri più efficaci, rafforzare il controllo dei confini e dare all’Europa una politica migratoria finalmente più credibile". "La remigrazione inizia anche in Europa", ha esultato l'eurodeputato ex leghista e fondatore di Futuro Nazionale Roberto Vannacci.
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Ora si apre la fase negoziale, in cui Commissione, Consiglio e Parlamento dovranno mettersi d’accordo sul testo prima dell’adozione definitiva. Ecco i punti principali:
Detenzione fino a due anni: i cittadini stranieri in attesa del rimpatrio potranno essere trattenuti in appositi centri in condizioni di privazione della libertà personale per un massimo di 24 mesi. Nel caso in cui le strutture dedicate siano insufficienti, si potrà ricorrere agli istituti penitenziari. La misura può applicarsi anche alle famiglie con bambini e ai minori non accompagnati "in mancanza di altra soluzione". Rispetto al testo originario della Commissione, il Consiglio e la Commissione Libe hanno aggiunto la possibilità di limitare l’accesso all’aria aperta.
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