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1 aprile 2026
È la mattina del 25 novembre 2023. In una sala dell’hotel Landhaus Adlon di Potsdam, poco fuori Berlino, figure di spicco della formazione di estrema destra Alternative für Deutschland (Afd), esponenti di movimenti identitari e facoltosi simpatizzanti si incontrano per discutere la linea che il partito in piena ascesa dovrà mantenere nei confronti dell’immigrazione.
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All’appuntamento, rimasto segreto fino alla pubblicazione di un’inchiesta della testata Correctiv, partecipa anche l’attivista austriaco Martin Sellner, bandito da diversi stati perché ritenuto pericoloso. È lui a proporre quella che diventerà la parola d’ordine dell’estrema destra tedesca: remigrazione. Un termine all’apparenza neutro, facilmente spendibile a livello comunicativo, specialmente sui social media, che racchiude un progetto preciso: espellere tutti i cittadini stranieri in situazione irregolare, i richiedenti asilo, ma anche chi, pur avendo il permesso di soggiorno o addirittura la cittadinanza, è considerato "non sufficientemente assimilato".
Più di tre anni dopo, questo termine è entrato anche nel dibattito politico italiano, tanto da dare il nome a una proposta di legge di iniziativa popolare che ha ricevuto il sostegno di 117mila persone. Che gli ideatori della remigrazione puntino molto sull’Italia lo ha dimostrato la scelta del nostro paese come sede del primo summit europeo dedicato al tema: inizialmente previsto a Milano, dopo le proteste del sindaco Giuseppe Sala e della società civile si è svolto a porte chiuse il 17 maggio 2025 a Gallarate (Varese), nel teatro comunale concesso dal sindaco leghista, alla presenza di Sellner.
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Quattro mesi dopo, nel settembre 2025, in Italia si è costituito ufficialmente il comitato Remigrazione e riconquista, frutto dell’unione di quattro associazioni di estrema destra: CasaPound, Veneto fronte skinheads, Rete dei patrioti e Brescia ai bresciani. Per farsi un’idea del progetto politico basta consultare il sito, che mette in evidenza un assunto: "Le migrazioni massive, da qualsiasi punto di vista, sono un fenomeno disastroso e deleterio per le nazioni e i popoli".
Nel settembre 2025 in Italia si è costituito il comitato Remigrazione e riconquista, frutto dell’unione di quattro associazioni di estrema destra: CasaPound, Veneto fronte skinheads, Rete dei patrioti e Brescia ai bresciani
Da qui, la necessità di lanciarsi alla "riconquista delle città, della nazione, dell’identità nazionale" tramite gli strumenti della "remigrazione". Negli ultimi mesi, il comitato è cresciuto in visibilità sui social e i media tradizionali e ha moltiplicato le iniziative sul territorio, con banchetti, affissione di striscioni e cortei in diverse città dal Nord al Sud dell’Italia.
Il 30 gennaio scorso, poi, Remigrazione e riconquista ha lanciato ufficialmente l’omonima proposta di legge di iniziativa popolare. La presentazione si sarebbe dovuta tenere presso la sala stampa della Camera, prenotata per l’occasione dal parlamentare leghista Domenico Furgiuele, ma è stata annullata dopo le proteste dei deputati di opposizione che hanno occupato gli spazi.
Questo non ha impedito alla petizione di superare in poco tempo la soglia delle 50mila firme richieste e arrivare a quasi 120mila. Il testo propone di istituire un "programma nazionale di remigrazione", che prevede il trattenimento dei migranti irregolari in nuovi "centri di permanenza temporanea per il rimpatrio", l’espulsione in voli charter dedicati e la promozione del "rientro volontario e assistito" per i richiedenti asilo e i cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno, con "formazione pre-rientro, supporto al reinserimento" e incentivi economici.
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Il programma verrebbe finanziato tramite un fondo dedicato daun miliardo di euro all’anno, incrementabile fino a due, alimentato con risorse prelevate dai programmi di accoglienza e integrazione, dai proventi delle confische di "patrimoni illeciti legati all’immigrazione clandestina e allo sfruttamento del lavoro", da una tassa del 3 per cento sulle rimesse estere (i soldi che i lavoratori stranieri mandano ai familiari nei paesi d’origine), da finanziamenti europei e da accordi bilaterali con Stati terzi.
Il programma del comitato Remigrazione e riconquista verrebbe finanziato tramite un fondo alimentato con risorse prelevate dai programmi di accoglienza e integrazione
Tra le altre proposte, l’espulsione e il divieto di ingresso per almeno dieci anni per gli stranieri condannati che hanno scontato la pena, la revoca della cittadinanza per i naturalizzati che commettono reati gravi, l’abolizione dei decreti flussi per l’ingresso regolare di lavoratori stranieri per dare priorità ai cittadini europei, salvo casi di "necessità documentata e residuale", il riconoscimento automatico della cittadinanza ai discendenti di italiani "senza limiti generazionali", con agevolazioni per il loro rientro, e l’istituzione di un "Fondo per la natalità italiana" per incentivare le coppie di italiani ad avere figli.
Completa il pacchetto un’ulteriore stretta sulle ong: divieto di ingresso e transito per le navi battenti bandiera straniera coinvolte nel "trasbordo di migranti non autorizzato", obbligo di "richiesta preventiva" per effettuare operazioni di ricerca e soccorso e multe fino a un milione di euro e confisca dell’imbarcazione in caso di violazioni.
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Completata la raccolta firme, la proposta dovrà essere depositata in parlamento ed eventualmente calendarizzata per l’esame in Commissione. I promotori possono contare sul sostegno dichiarato di alcuni parlamentari della Lega e del nuovo partito Futuro nazionale di Roberto Vannacci che, il 15 marzo scorso, ha debuttato a teatro con uno spettacolo-comizio dal titolo Il mondo al contrario– Atto secondo: la remigrazione.
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