Diamo linfa al bene Diamo linfa al bene

Trent’anni fa, con la legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni sottratti alla criminalità organizzata, l’Italia ha scelto di restituire alla collettività ciò che le mafie avevano sottratto. Da allora, oltre 1200 esperienze di riuso sociale raccontano un Paese che ha saputo reagire, trasformando luoghi criminali in presìdi di democrazia, lavoro e inclusione.

Ma occorre sostenere questo percorso. Per questo Libera ha lanciato l'iniziativa Diamo linfa al bene, un percorso di attivazione e mobilitazione per chiedere al governo di dedicare il 2 per cento del denaro sequestrato e confiscato, raccolto nel Fondo unico di Giustizia (Fug), a fare crescere il bene comune a partire dal riutilizzo dei patrimoni illeciti, investendo in scuole, cooperative, comunità, futuro.

Per celebrare il trentesimo compleanno della legge 109, lavialibera e Libera porteranno lettori e lettrici un viaggio lungo tutta la penisola, per scoprire e conoscere una parte delle tante esperienze di gestione di beni confiscati che vivono sui territori.

Un viaggio che ci permetterà, inoltre, di riflettere su alcune delle questioni che sono al centro dell’agire di Libera sul tema dei beni confiscati: dalla legislazione alla trasparenza, dall’impatto sociale alla dimensione economica, dallo scenario internazionale ai campi di E!State Liberi!. Ogni due settimane, nel corso del 2026, lavialibera pubblicherà una storia o un approfondimento capace di ispirare un cambiamento e sostenere l'impegno, ma anche di denunciare le inerzie.

Basta poco per far rifiorire il Bene. Quel 2 per cento può cambiare molto, se diventa un impegno concreto dello Stato.

Monteroni d'Arbia, 26 giugno 2025. La tenuta di Suvignano. Foto di M. Panzarella

La tenuta di Suvignano, il bene confiscato simbolo di legalità nel nome di Giovanni Falcone

Nel 1983 il giudice antimafia ordinò il sequestro della proprietà di Vincenzo Piazza, imprenditore ritenuto vicino a Cosa Nostra, ma solo nel 2007 il bene è passato definitivamente nelle mani dello Stato. Nel 2013 una grande marcia promossa da …

Marco Panzarella

Marco PanzarellaRedattore lavialibera

Un campo di avena coltivato dalla cooperativa Placido Rizzotto. Foto di G. Salvatori

Beni confiscati: cooperativa Placido Rizzotto, l'inizio della rivoluzione

È il 2001 quando nell'Alto Belice corleonese nasce la prima cooperativa di Libera Terra. I campi sottratti ai mafiosi furono affidati a un gruppo di giovani locali, capaci di creare un'impresa sostenibile e cambiare il corso della storia

Marco Panzarella

Marco PanzarellaRedattore lavialibera

Riuso sociale degli immobili confiscati, Libera lancia "Diamo linfa al bene"

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La campagna nel trentennale della legge 109/1996 mira all'investimento del 2 per cento del Fondo unico giustizia. Con queste cifre si possono far crescere le realtà impegnate nel recupero di quanto tolto ai mafiosi, trasformandole in spazi di …

Tatiana Giannone

Tatiana GiannoneSettore beni confiscati e Università di Libera

Riccardo Christian Falcone

Riccardo Christian FalconeGiornalista, esperto di comunicazione e attivista di Libera

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