Il 22 e 23 marzo 2026 gli elettori sono chiamati a votare al referendum sulla riforma Nordio. Si tratta di un referendum confermativo: la riforma, non avendo ottenuto la maggioranza dei due terzi dei voti parlamentari, deve passare al vaglio referendario. In questa situazione, non è previsto il quorum (cioè la partecipazione del 50 per cento più uno degli elettori).
Le prime grandi inchieste su corruzione e stragi sono state possibili grazie all'indipendenza della magistratura, quando una generazione di giovani togati ha interrotto la vecchia sintonia con il potere esecutivo, in nome della Costituzione. Ora la …
Il 22 e il 23 marzo gli elettori sono chiamati a confermare o bocciare, con un referendum, la riforma firmata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Questa legge modifica alcuni articoli della Costituzione su diversi aspetti cruciali …
A differenza della politica, il giudice non può astenersi dal prendere decisioni. Perciò, quando si è trattato di tutelare alcuni diritti fondamentali, la giurisprudenza è spesso arrivata prima. Ad esempio, sul fine vita e sulle garanzie del lavoro
Con il referendum sulla giustizia, l'obiettivo non dichiarato del governo è mettere la politica nelle condizioni di poter controllare e condizionare il lavoro dei magistrati. Questo significa meno processi contro i colletti bianchi e chi detiene il …
L'ex magistrato, specializzato nelle inchieste sulla sicurezza dei lavoratori, titolare di indagini su grandi multinazionali: "I colleghi francesi si stupivano perché eravamo riusciti a istruire un processo a Schmidheiny per il caso Eternit. Lì ho …
Perché ragazze e ragazzi dovrebbero preoccuparsi di votare al prossimo referendum sulla riforma Nordio? Matteo Saudino, prof di filosofia, esprime i suoi tanti dubbi e propone qualche risposta. "Votare No è dire un sì gigantesco alla democrazia. …