Partiamo da alcuni presupposti. Non ci piacciono i metal detector e non ci bastano i facili moralismi sulle giovani generazioni. Pensiamo che l’educazione sia una responsabilità condivisa e che debba puntare a costruire relazioni sane, spazi comuni, contesti in cui crescere senza paura. Rifiutiamo, invece, un’idea di educazione violenta, repressiva, che non cerca né senso né futuro.
Questa newsletter, che abbiamo battezzato Isole, mette insieme chi insegna e chi impara, chi propone e chi ascolta, chi porta domande e chi porta strumenti. Non è un gruppo chiuso, ma una rete o, meglio ancora, un arcipelago di esperienze: persone di età e ruoli diversi unite da una scelta comune, quella di creare relazioni e prendersi cura, per trovare insieme un modo per stare meglio.
Ripartiamo dall'appuntamento di Torino, del gennaio scorso, quando insegnanti, educatori e volontari si sono incontrati per discutere di questi temi al convegno Comunità che educa comunità. Ai saluti finali abbiamo detto che bisognava continuare a costruire insieme.
L'appuntamento mensile di Isole nasce da lì, per cercare strade che vadano nella direzione di un'educazione partigiana. Immaginando la scuola come una lente attraverso cui guardare alla società. Per condividere pratiche, idee e storie utili a costruire, fare crescere e connettere piccole e grandi isole pacificate, mentre tutt'intorno il mondo si prepara alla guerra.

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Per rimettere in gioco un futuro che sembra già scritto
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Ogni terza domenica del mese, CapoMondi, la rassegna stampa estera a cura di Libera Internazionale
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Così il governo vorrebbe la magistratura, ma l'obiettivo è limitarne il potere. Un'analisi del referendum giustizia, con schede di approfondimento, fact-checking e interventi di Rosy Bindi, Luigi Ciotti, Raffaele Guariniello, Sabrina Loparco, Francesca Paruzzo, Matteo Saudino, Alessandra Sciurba e Benedetta Tobagi
