No global

Con l'espressione movimento “no global”, o movimento anti-globalizzazione, si intende un insieme di realtà, gruppi e associazioni non governative, diverse tra loro ma accumunate dalla critica contro un certo tipo di globalizzazione, considerata fonte di inaccettabili disuguaglianze tra Nord e Sud del mondo e all’interno delle società nazionali. Il movimento è stato indicato anche come "movimento per la giustizia globale" o "altermondialista", termine preferito dagli stessi protagonisti alla definizione "no global" (elaborata dai media di allora), perché sottolinea la proposta di un modello alternativo di sviluppo mondiale. Il termine è infatti legato allo slogan "Un altro mondo è possibile".
Il movimento è diventato famoso in tutto il mondo, per la prima volta, in occasione delle manifestazioni (e degli scontri) di Seattle del 1999, nei giorni dell’assemblea dei Paesi membri della Wto, rispetto ai quali si comincia a parlare di "popolo di Seattle". A gennaio 2001 a Porto Alegre, in Brasile, il movimento dà vita al primo Forum sociale mondiale (Fsm) in contrapposizione al World economic forum dei potenti della Terra. Lo stesso anno, dal 19 al 22 luglio, la rete è protagonista di un’ampia mobilitazione contro la riunione del G8 di Genova, poi soffocata da una violentissima repressione da parte delle forze dell’ordine. Tra i fatti di Genova tristemente più noti: la morte di Carlo Giuliani; l’irruzione di polizia e agenti speciali nella scuola Diaz dove si trovavano 93 giovani disarmati e semiaddormentati; la reclusione dei manifestanti nella caserma di Bolzaneto.

Dall'orlo dell'abisso al nuovo inizio

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Sabato 17 ottobre la Rete dei numeri pari scende in piazza nella giornata mondiale contro la povertà lanciando una mobilitazione nazionale diffusa per i diritti e la giustizia sociale: "Dobbiamo tornare nelle piazze reali, condividendo proposte e …

Giuseppe De Marzo

Giuseppe De MarzoCoordinatore nazionale Rete dei numeri pari

Bogotà, 2020, una manifestazione di protesta (Sergio Medina/Unsplash)

Colombia e Messico, gli stati più pericolosi per i difensori dell'ambiente

Dei 227 attivisti uccisi nel corso del 2020, 65 erano nello stato sudamericano e trenta in quello centramericano. Dal rapporto dell'ong Global Witness emerge che molte di queste violenze restano impunite

Giulia Poscetti

Giulia PoscettiReferente del settore internazionale di Libera - area America Latina

20 anni da Genova. Credits: Xr italia/facebook

Extinction rebellion: "Non possiamo rinnegare Genova 2001"

Dopo l'intervista rilasciata a lavialibera da Marco Bertaglia, attivista di Xr Italia, il movimento ci ha inviato una lettera per precisare che il G8 è un pezzo di storia nazionale con cui "non vogliamo e non possiamo non confrontarci". "La vera …

Extinction Rebellion Italia

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La Bahri Jazan, il 22 luglio nel porto di Genova. Credits: Dalrì/Sclippa

La battaglia dei portuali genovesi contro le navi della morte

L'ultima nave della compagnia saudita, potenzialmente carica di armamenti, è attraccata ieri all'alba nel porto di Genova. Ad attenderla i lavoratori del Calp, che dopo due ore di presidio sono riusciti a ottenere un incontro con l'Autorità portuale

Francesca Dalrì

Francesca DalrìGiornalista, il T quotidiano

Natalie Sclippa

Natalie SclippaRedattrice lavialibera

De Marzo: il movimento di Genova 2001 non è finito, si è trasformato

De Marzo: il movimento di Genova 2001 non è finito, si è trasformato

Dal movimento di Genova 2001 sono nati molti nuovi soggetti politici, dai comitati per l'acqua, a quelli per la difesa dei beni comuni, dalle reti sociali e per il commercio giusto, a chi ha messo in discussione megaprogetti o basi militari o si …

Giuseppe De Marzo

Giuseppe De MarzoCoordinatore nazionale Rete dei numeri pari

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