Ergastolo ostativo

Il cosiddetto ergastolo ostativo è una misura con cui si nega agli ergastolani per reati gravi (tra cui mafia o terrorismo) che non hanno mai collaborato con la giustizia la possibilità di accedere alla liberazione condizionale dopo aver scontato almeno 26 anni di reclusione.

Introdotto nell’agosto del 1992, all’indomani delle stragi di Capaci e via D’Amelio, è insieme al carcere duro (41-bis) una delle architravi del regime penitenziario destinato ai mafiosi.

Tuttavia la Corte europea dei diritti umani nel 2019 e la Corte costituzionale hanno sollevato dubbi circa la legittimità di questa norma che non rispetterebbe alcuni diritti e principi.

Palermo, 4 settembre 1982. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini e il presidente del Consiglio Giovanni Spadolini durante i funerali di Carlo Alberto Dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro (Ansa)

Paolo Setti Carraro: "Anche i mafiosi cambiano"

Dopo 30 anni ha superato la rabbia per la morte della sorella Emanuela, uccisa dalla mafia con il generale dalla Chiesa. Oggi crede che tra i familiari delle vittime sia necessario superare "vecchi schemi"

Rosita Rijtano

Rosita RijtanoRedattrice lavialibera

Montecitorio, palazzo sede della Camera dei deputati (Simone Ramella - Flickr - CC BY 2.0)

Ergastolo ostativo, la riforma alla Camera

Questa settimana i deputati discutono e votano la riforma dell'ergastolo ostativo, necessaria dopo l'ordinanza della Corte costituzionale che dava un anno di tempo al parlamento per modificarlo. Frutto di molte mediazioni, prevede nuovi controlli …

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

Riccardo Pieroni

Riccardo Pieronigiornalista freelance

Ergastolo ostativo, il diritto alla speranza sia per tutti

Ergastolo ostativo, il diritto alla speranza sia per tutti

La Consulta ha dichiarato incostituzionale il fine pena mai per i detenuti che non collaborano con la giustizia dando al parlamento un anno di tempo per riformarlo. Obiettivo: tenere assieme due diverse ma non contrapposte esigenze

Redazione <br> lavialibera

Redazione
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Marzia Sabella, procuratore aggiunto a Palermo

"Ergastolo ostativo da riformare, ma non siamo ancora in zona bianca"

Dopo la sentenza della Consulta, Marzia Sabella, procuratore aggiunto di Palermo: "Va benissimo tutelare i diritti dei detenuti, ma dobbiamo anche salvaguardare gli interessi della collettività. Servono una visione ampia e criteri oggettivi"

Elena Ciccarello

Elena CiccarelloDirettrice responsabile lavialibera

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