Con un messagio sul proprio sito, WikiLeaks sollecita il sostegno dei lettori (Flickr/squeakymarmot, 2010)
Con un messagio sul proprio sito, WikiLeaks sollecita il sostegno dei lettori (Flickr/squeakymarmot, 2010)

Senza Assange, il tramonto di WikiLeaks?

Il destino della piattaforma segue quello del suo fondatore, Julian Assange, rinchiuso in un carcere britannico in attesa di essere estradato negli Usa. Un nuovo portale è già pronto a rimpiazzarla

Rosita Rijtano

Rosita RijtanoRedattrice lavialibera

25 novembre 2022

Dopo essere rimasto offline per diversi mesi, il portale di WikiLeaks – che consente l’invio di materiale in forma anonima – sembra tornato operativo. Ormai da tempo, però, la piattaforma creata dal giornalista australiano Julian Assange non è più un punto di riferimento per chi vuole denunciare governi o aziende, pubblicando documenti coperti da segreto. 

Il primo segnale risale al 2020, quando una branchia di quel collettivo di hacker a mille teste che è Anonymous ha scelto di cedere circa 270 gigabyte di dati sottratti alle forze dell’ordine statunitensi a un nuovo sito chiamato Distributed Denial of Secrets (DDoSecrets). Aperto nel 2018 con l’obiettivo di esporre informazioni confidenziali, oggi DDoSecrets è il portale che mette a disposizione più dati. Non a caso i media, smaniosi di etichette, lo definiscono “il successore di WikiLeaks”.

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