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Aggiornato il giorno 9 gennaio 2026
Uno stanziamento record di 387 milioni da spendere entro la fine del 2025 e la nomina in gran fretta di un nuovo commissario straordinario alle paralimpiadi con lo scopo di “favorire l’inclusione sociale e abbattere le barriere sociali e culturali”. Dotazioni eccezionali introdotte negli ultimi mesi di preparazione dei Giochi di Milano-Cortina 2026 che hanno fatto pensare a esigenze e obiettivi non strettamente "paralimpici". Adesso però il commissario straordinario Giuseppe Fasiol invia la sua prima relazione trimestrale e nel documento si trova un'altra e diversa sorpresa: degli stanziamenti previsti non c’è nemmeno l’ombra, perché è ancora tutto fermo al ministero delle Finanze (Mef).
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Mentre il commissario straordinario incontrava gli enti coinvolti nella kermesse, stipulava convenzioni, chiedeva quali fossero le criticità da dover risolvere e i cronoprogrammi da rispettare, i quasi 400 milioni di euro rimanevano sospesi nelle casse del ministero delle finanze
La relazione è stata consegnata a dicembre e resa pubblica dal ministero dello Sport a inizio settimana, anche a seguito del pressing istituzionale. Dopo una nota di metà dicembre che chiedeva di trasmettere quanto prima al Parlamento una relazione aggiornata sullo stato di attuazione degli interventi per i giochi olimpici Milano-Cortina 2026, il 2 gennaio Luana Zanella, capogruppo di Alleanza verdi e sinistra alla Camera dei deputati, ha inviato un'interrogazione al ministro Abodi chiedendo di nuovo massima trasparenza. Il 5 gennaio è stata diffusa online.
Dal documento emerge non solo il problema dell'erogazione dei fondi, ancora sospesi mentre Fasiol incontrava gli enti coinvolti nella kermesse, stipulava convenzioni, chiedeva quali fossero le criticità da dover risolvere e i cronoprogrammi da rispettare, ma anche il silenzio di alcune amministrazioni, in particolare il comune di Milano e la regione Lombardia, che non hanno risposto al commissario, di fatto rallentando il suo operato.
Per la gestione dei Giochi paralimpici erano stati previsti 387 milioni aggiuntivi prelevati dalle casse pubbliche. Obiettivo ufficiale: rendere tutti i luoghi di gara accessibili anche alle persone con disabilità. Il provvedimento era arrivato con il decreto Sport di fine giugno e convertito in legge durante i primi giorni di agosto. Il costo della kermesse paralimpica, che fino a quel momento era inglobato nel budget complessivo, nel decreto del ministro Andrea Abodi è stato così scorporato e incrementato vertiginosamente, passando dai 71,5 milioni di euro iniziali a 328 milioni: un balzo del 359 per cento. Con anche gli emendamenti approvati in fase di conversione in legge, la cifra ha toccato quasi 400 milioni.
Le ingenti risorse economiche dovevano servire per “garantire la tempestiva realizzazione degli interventi”, fare fronte alle esigenze di carattere logistico e completare le opere essenziali per le competizioni sportive olimpiche e paralimpiche.
Già a metà agosto, il ministro Abodi aveva annunciato con un comunicato stampa la nomina dell’ingegnere veneto Giuseppe Fasiol, ma il documento ufficiale è arrivato solo a inizio settembre ed è stato registrato dall’Ufficio di controllo degli atti della Presidenza del consiglio dei Ministri il 16 settembre. Tre mesi dopo, con qualche giorno di ritardo, il neocommissario ha inviato al dicastero dello Sport l’analisi del suo lavoro.
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Fasiol non ha potuto fare altro che mettere nero su bianco che “alla data del 16 dicembre 2025 la struttura commissariale è in attesa del concreto trasferimento delle risorse, in esito a procedure interne al Mef, che risultano in corso di perfezionamento”. In altre parole, l’attività del commissario speciale non è mai riuscita a partire.
I pagamenti non sono l’unico problema che il commissario straordinario ha dovuto affrontare. L’altro riguarda i rapporti con gli enti organizzatori. Tra il 6 e il 7 ottobre, Fasiol ha trasmesso le richieste sullo stato degli interventi e delle attività alla regione Veneto e Lombardia, alla provincia autonoma di Trento e ai comuni di Milano, Cortina e Verona. Voleva sapere a che punto fossero i lavori e soprattutto quali fossero le criticità maggiori riscontrate, in modo da poter intervenire.
Le risposte date dalle stesse amministrazioni smentiscono la “linea ufficiale” portata avanti da politici e organizzazione, secondo cui tutto sarà pronto per i Giochi di Milano-Cortina.
Partiamo dalla regione Veneto, che scrive al commissario che la realizzazione della cabinovia Apollonio-Socrepes potrebbe “presentare delle difficoltà tecniche e geologiche tali da far presupporre un ritardo nella messa in esercizio, non compatibile con l’evento paralimpico”. A questo, si aggiunge un altro nodo, che riguarda l’innevamento della pista di snowboard: una “criticità operativa legata agli standard richiesti per la preparazione dello spessore del manto nevoso”. Insomma, a marzo potrebbe fare caldo, troppo caldo per la neve naturale, ma anche per quella sparata dai cannoni.
Ci sono anche le difficoltà finanziarie del comune di Cortina d’Ampezzo per le spese del funzionamento delle cucine del villaggio olimpico e paralimpico e quelle per il trasporto su gomma. Infine, i ristori: chi ripagherà i gestori degli impianti per la messa a disposizione delle infrastrutture e delle piste? Una domanda che, a quanto scrive il commissario, non ha ancora una risposta.
Chi ripagherà i gestori degli impianti per la messa a disposizione delle infrastrutture e delle piste? Una domanda che, a quanto scrive il commissario, non ha ancora una risposta
Anche l’amministrazione comunale di Cortina ha aggiunto qualche nota dolente nell’organizzazione: non c’è ancora un programma per stabilire come si produrrà la neve necessaria a garantire il corretto svolgimento delle competizioni paralimpiche previste per il mese di marzo e rimangono aperte “questioni riguardanti la viabilità e l’accessibilità legate al tema della mobilità dell’evento paralimpico”. Di sicuro, non le premesse migliori a due mesi dalle gare. Il comune di Verona ha invece chiesto più coordinazione con Società infrastrutture Milano-Cortina (Simico) e Fondazione Milano-Cortina. La provincia di Trento non aveva nulla da segnalare al commissario.
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Ci sono due amministrazioni che invece hanno deciso di non rispondere. Secondo quanto riportato nel documento, né Comune di Milano e né regione Lombardia hanno “fornito specifico riscontro”.
Fasiol ha interpellato anche le società che si occupano della gestione delle opere e dell'organizzazione dell'evento. A Simico ha chiesto di acquisire tutte le informazioni necessarie sullo stato degli interventi e delle attività di competenza, suddivisa per singola area e la società gli ha inviato, da quanto si legge nel documento, gli ultimi dati a sua disposizione, aggiornati al 15 ottobre 2025. Il portale Open Milano-Cortina 2026, sito ufficiale dove si può seguire l’andamento delle opere olimpiche, è stato aggiornato nuovamente a fine ottobre, tanto da permettere anche alla rete di monitoraggio civico Open Olympics 2026 di scattare una fotografia aggiornata sull’andamento dei lavori ed extracosti. Al commissario, invece, da quanto risulta, sono state date informazioni già vecchie.
Con Fondazione Milano-Cortina i rapporti del commissario sono strettissimi, visto che è con l’ente organizzatore degli eventi sportivi che Fasiol si sta interfacciando per rendere le gare accessibili a tutti, atleti e spettatori. C’è ancora qualche problema, però, sulla divisione delle competenze. Anche in questo caso, servirà altro tempo.
Per riuscire a sistematizzare le informazioni raccolte, tra cui la relazione trimestrale, il 16 dicembre è stata creata anche la pagina web dei lavori del commissario alle paralimpiadi. Tra il sito e il documento inviato da Fasiol ad Abodi ci sono però delle discrepanze.
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Una di queste riguarda il “piano dettagliato”, il programma che dovrebbe descrivere in modo specifico l’allocazione precisa dei fondi. Secondo quando scritto sul sito, il primo piano era in fase di lavorazione. Nella relazione, invece, si fa già riferimento a un secondo piano, subentrato perché nel frattempo il governo – con una legge approvata il 18 dicembre – ha esteso il perimetro di competenza del commissario anche ai siti di gara non paralimpici. Sulla trasparenza c'è ancora da lavorare: chiunque volesse comunicare una violazione di cui è testimone o di cui è venuto a conoscenza deve "inoltrare una segnalazione attraverso una lettera indirizzata al commissario", che è anche responsabile per la prevenzione della corruzione. Non il miglior modo per proteggere i whistleblower. In ogni caso, da quanto si legge nel documento, a oggi nessuno ha utilizzato il servizio.
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