Francesco Remotti

Francesco Remotti

Professore emerito di Antropologia culturale dell'Università di Torino

Le amazzoni del Dahomey lo insegnano: la guerra non è solo per gli uomini

Le amazzoni del Dahomey lo insegnano: la guerra non è solo per gli uomini

Nel regno di Dahomey, l'attuale Benin, un esercito di Amazzoni affiancava quello dei uomini soldati. E proprio la ripartizione delle gerarchie assicurava l'equilibrio della comunità. L'antropologo Francesco Remotti ne scrive nella sua rubrica

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Francesco RemottiProfessore emerito di Antropologia culturale dell'Università di Torino

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Pechino, 3 settembre 2025. La parata del Giorno della Vittoria, organizzata per celebrare l'80º anniversario della vittoria nella seconda guerra sino-giapponese e nella seconda guerra mondiale. Foto Wikipedia

Guerra al maschile, il passo dell'oca a Pechino

La parata del 3 settembre 2025 ha celebrato la potenza cinese e rivelato un simbolo della virilità cui la guerra è universalmente associata

Francesco Remotti

Francesco RemottiProfessore emerito di Antropologia culturale dell'Università di Torino

Guerra a Gaza. Foto: Wikicommons

Il piacere oscuro della guerra

La guerra permette di entrare in contatto con il nemico e penetrare nella sua intimità. Per questo assomiglia e rievoca ciò che è esattamente il suo opposto, l'amore sessuale

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Francesco RemottiProfessore emerito di Antropologia culturale dell'Università di Torino

L'attore George Campbell Scott interpreta il generale Buck Turgidson nel film di Stanley Kubrick "Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba" (Wikimedia Commons)

La guerra come tremenda libertà

Filosofi, antropologi e storici ritengono che combattere e uccidere il nemico svincoli da regole morali e giuridiche che normano la convivenza. Per questo la guerra affascina ancora oggi. Il professore Francesco Remotti ne spiega il pensiero

Francesco Remotti

Francesco RemottiProfessore emerito di Antropologia culturale dell'Università di Torino

Roma, 10 giugno 1940. Benito Mussolini dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna al fianco della Germania nazista (Wikimedia)

Ripudiamo la guerra perché la sua potenza ci ha sedotto

Dal punto di vista antropologico, il conflitto non è scritto nella natura umana, ma resta una possibilità. Che governanti e popolo continuano a scegliere

Francesco Remotti

Francesco RemottiProfessore emerito di Antropologia culturale dell'Università di Torino

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