Photo by Markus Spiske on Unsplash
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Pnrr, Stato e Comuni non sono trasparenti

Le piattaforme istituzionali sul Pnrr, Italia Domani, ReGis e OpenCup, nonostante le promesse riportano dati vecchi, insufficienti o difficili da consultare. I Comuni pubblicato dati frammentati. E senza trasparenza è più facile che i miliardi finiscano in mano a interessi privati

Redazione <br> lavialibera

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14 ottobre 2022

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Siti istituzionali incompleti, dati che non coincidono o che risalgono all’anno scorso: sapere quali sono e dove stanno prendendo forma i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza è una missione impossibile. Italia Domani, ReGis, OpenCUP e Anac non riescono a garantire la trasparenza promessa. Solo 18 sui 109 capoluoghi di provincia hanno un'area dedicata al tema sulla homepage del loro sito. Il Pnrr in questo modo non rispetta le normative nazionali ed europee che invece prevedono accessibilità e coprogettazione. Con due conseguenze immediate: la prima è la difficoltà per cittadini e cittadine di comprendere come progetti e riforme potranno impattare sulla loro vita; la seconda è il rischio che interessi privati anziché pubblici orientino l’utilizzo del più grande piano di investimenti previsto per il nostro paese dopo il piano Marshall del secondo dopo guerra, in totale 235 miliardi di euro

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Alla ricerca del Pnrr sui portali ufficiali

È questo il risultato, supportato da dati dettagliati, della prima inchiesta partecipata realizzata da Common (attività di monitoraggio di Gruppo Abele e Libera) e lavialibera. La ricerca, presentata oggi a Torino nell’ambito della scuola di formazione Common, è stata realizzata grazie al lavoro di 120 volontari, dai 20 ai 70 anni, che hanno mappato le informazioni relative al Pnrr su 109 capoluoghi di provincia. Gli attivisti hanno raccolto informazioni sull’impatto del Pnrr sui loro territori, verificando i dati disponibili sui cinque portali dedicati (Italia Domani, ReGis, OpenCUP, il portale dei contratti pubblici di Anac e OpenPnrr, che è l’unico a natura civica), il sito dei Comuni e i media locali.

La rilevazione testimonia, dati alla mano, che lo Stato non sta garantendo la trasparenza promessa e prevista dalle normative. Come ricorda Nicoletta Parisi, professoressa di diritto all'Università Cattolica di Milano e già membro di Anac, "l’Unione sostiene che le persone devono poter essere coinvolte nella fase tanto della formazione del Pnrr, quanto della sua esecuzione. Non è un caso che il regolamento (Ue) 2021/241 pretenda che i cittadini e più in generale i portatori di interesse siano coinvolti e ascoltati, dovendo la pubblica amministrazione nazionale motivare come abbia tenuto in conto la loro opinione".

Italia Domani, il portale creato dallo Stato per informare sul Pnrr, rende disponibili dati sulla localizzazione dei progetti (5246 quelli mappati) solo fino al 31 dicembre 2021

Italia Domani, il portale creato dallo Stato per informare sul Pnrr, rende disponibili dati sulla localizzazione dei progetti (5246 quelli mappati) solo fino al 31 dicembre 2021. OpenCUP, sulla carta il luogo in cui dovrebbero essere accessibili tutti i progetti pubblici, non contiene gli stessi dati di Italia Domani: ne compaiono solo 4.299.  In OpenCUP peraltro esiste un dataset, chiamato Focus su tematica Pnrr e aggiornato al 19 maggio 2022, su cui si dice che esistono 98.541 codici unici di progetto che afferiscono al Pnrr. Ma la stessa openCUP rimane cauta sulla precisione di questo numero. 
Non va meglio per ReGis, che si definisce “modalità unica” di informazione delle Amministrazioni centrali e territoriali sul tema: non è liberamente accessibile alla cittadinanza ma fruibile solo dagli enti, quindi impossibile conoscere il suo contenuto.

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L’Anticorruzione in ritardo

Nemmeno il portale dei contratti pubblici dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) è d’aiuto. Il sito al momento non contiene alcun dataset specifico per il Pnrr: una breve ricerca nell’area dedicata dà come risultato “zero”. Se nella ricerca si inserisce il termine Pnrr in “oggetto dell’appalto”, compaiono 8.480 procedure, afferenti a 3540 stazioni appaltanti, che si riducono a 5mila procedure e 2310 stazioni appaltanti se aggiungiamo il termine “comune” alla denominazione della stazione appaltante. Conseguenza: dati troppo grandi per capirci qualcosa e l’impossibilità di capre quali progetti del Pnrr ricadono nel proprio territorio. Come se non bastasse, il processo di rafforzamento del sito per la creazione di dati specifici non indica una data di inizio e di fine e avere le cifre in ritardo permette solo un monitoraggio ex post. 

La società civile e i comuni

Infine OpenPnrr, l’unico portale civico, offre una lettura immediata e consultabile dei dati disponibili. Presenta grafici di sintesi e schede esplicative (cruscotto di dati) accessibili a chiunque, sostanzialmente supplendo alle carenze dei portali istituzionali. Con un limite, attualmente, di essere costretto a lavorare solo sulle informazioni progressivamente rilasciate dagli organi ufficiali. 

I Comuni raccontano i progetti del Pnrr sui social e non sui siti istituzionali. Spesso è ricerca di consenso, che poco ha a che fare con la trasparenza

Nemmeno i siti dei comuni riescono a spiegare in che modo il Pnrr impatterà sul loro territorio. Le informazioni, pur presenti, sono estremamente frammentate e difficili da reperire: solo 18 amministrazioni su 109 (il 16,5%) hanno, in home page, un qualunque riferimento al Pnrr. Diversa la comunicazione social sul tema, che riguarda ben il 61% delle amministrazioni (67 su 109), ma che resta mero strumento di consenso e non consente un ampio coinvolgimento della cittadinanza nei processi decisionali.  

I dati presentati oggi a Torino sono solo la prima restituzione di un lavoro in progress, che intende monitorare l’impatto territoriale del Pnrr, dall’accessibilità del dato, alla ricostruzione dei processi decisionali fino alla corretta attuazione degli interventi.

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