
"Ragazzi, distinguete il bene dal male, perché il conto da pagare è alto"



1 ottobre 2026
"Mio padre non aveva paura, sapeva che Cosa nostra avrebbe danneggiato le nostre proprietà ma non pensava che la sua stessa vita fosse in pericolo". Ogni 29 agosto, sfidando la canicola palermitana, Davide Grassi torna in via Vittorio Alfieri 26, nella zona “buona” della città, dove trentacinque anni fa i mafiosi spararono a suo padre Libero, un imprenditore tessile che decise di non pagare il pizzo e denunciare pubblicamente le minacce. Un "uomo coraggioso, ucciso dalla mafia, dall’omertà dell’associazione degli industriali, dall’indifferenza dei partiti, dall’assenza dello Stato", si legge sul manifesto bianco affisso al muro, sopra il tratto di marciapiede dove venne ritrovato il corpo esanime di Grassi e che ogni anno per l’occasione viene colorato di rosso.
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Il nuovo numero dedicato alla "criminalità riorganizzata": dalle reti finanziarie clandestine al narcotraffico, dalle nuove tecnologie alla violenza che torna nelle strade di Palermo. Un dossier che mette in fila numeri, inchieste e testimonianze per mostrare il volto attuale delle mafie