
"Ragazzi, distinguete il bene dal male, perché il conto da pagare è alto"



1 ottobre 2026
Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, Palermo fu al centro della seconda guerra di mafia che portò al vertice di Cosa nostra il clan dei corleonesi. Nella mattanza rimasero uccise più di mille persone e ogni volta che si fa riferimento a quella stagione la frase "a Palermo c’era un morto al giorno" rende bene l’idea del clima di tensione che si respirava in città.
Palermo, la povertà a due passi dal centro
Negli ultimi due anni gli spari sono tornati a farsi sentire con una certa frequenza, tanto da preoccupare cittadini, politica e magistrati, ma rispetto al passato, quando la violenza armata era espressione delle faide interne a Cosa nostra, oggi il fenomeno è molto più frammentato. Seppure gli episodi recenti abbiano in comune l’utilizzo spavaldo delle armi da fuoco, non sempre sono tutti direttamente riconducibili all’organizzazione mafiosa.
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Il nuovo numero dedicato alla "criminalità riorganizzata": dalle reti finanziarie clandestine al narcotraffico, dalle nuove tecnologie alla violenza che torna nelle strade di Palermo. Un dossier che mette in fila numeri, inchieste e testimonianze per mostrare il volto attuale delle mafie