
"Ragazzi, distinguete il bene dal male, perché il conto da pagare è alto"



1 ottobre 2026
Per capire l’evoluzione dei sistemi criminali nel mondo avremmo bisogno delle "lenti della letteratura distopica", afferma Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia. A livello europeo il narcotraffico ha conseguenze soprattutto in termini di rischio criminale, disgregazione sociale e impatto sanitario, ma su scala globale incide direttamente sull’instabilità politica e sociale in diverse aree. Melillo fa riferimento all’Africa centrale e occidentale, "gigantesco hub di traffici", e al Mali in balìa di forze jihadiste, indicando le guerre come i contesti che "creano le condizioni ideali" per l’affermazione delle organizzazioni criminali. "Il contrabbando di sigarette ha finanziato le guerre nell’ex Yugoslavia. Gruppi all’epoca limitati, locali e persino primitivi, attualmente sono tra i più importanti nel traffico di droga. Le reti criminali slave, russe, bielorusse e ucraine oggi attive nel conflitto, terminata la guerra, verseranno nei mercati illegali gli uomini e le tecnologie utilizzate a fini militari". Lo abbiamo intervistato a margine di un convegno organizzato dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata (Cross) dell’Università degli Studi di Milano, lo scorso 11 settembre.
In Europa e in Italia vengono scoperte sempre più spesso raffinerie di cocaina con chimici sudamericani. Cosa sta succedendo?
"Bisognerebbe anche chiedersi che destino abbia un continente nel quale si consuma gran parte della cocaina prodotta nel mondo"
I cartelli criminali dell’America Latina, come il Primero comando da Capital o il comando Vermelho, hanno una potenza che non riusciamo a immaginare. Hanno ormai deciso di attraversare l’Atlantico trasferendo le proprie strutture nel continente europeo. Questo avrà rilevanti ripercussioni anche sui traffici. Già si colgono alcuni segnali, come appunto l’emersione di raffinerie di cocaina. Molti dati lasciano pensare che la cocaina stia arrivando in Europa come pasta di coca da raffinare qui. Le organizzazioni produttrici ed esportatrici avranno un ruolo sempre più importante e alle reti europee sarà affidata soltanto la distribuzione. Certo, bisognerebbe anche chiedersi che destino abbia un continente nel quale si consuma gran parte della cocaina prodotta nel mondo.
Laboratori per la cocaina in Italia: una strategia da raffinare
Un altro fenomeno emergente è il ruolo di imprenditori cinesi che forniscono servizi per frodare il fisco e riciclare il denaro sporco. Ci dice di più?
Le indagini sui traffici internazionali di stupefacenti, così come le indagini sulle rapine portavalori della mafia cerignolana e altre, dimostrano che il contante frutto di queste attività confluisce nei sistemi di underground banking, che ruotano attorno alle reti del fei ch’ien (sistema di trasferimento informale di denaro, ndr) mescolandosi con il denaro delle frodi fiscali, delle indebite compensazioni dei crediti Iva, della corruzione privata.
Questi sistemi permettono di trasferire illecitamente grandi quantità di denaro in Cina. Quali sono le conseguenze?
"Scorgo un serio pericolo di destabilizzazione dei mercati finanziari tipico dei conflitti ibridi"
Scorgo un serio pericolo di destabilizzazione dei mercati finanziari tipico dei conflitti ibridi, perché la circolazione clandestina di enormi volumi finanziari – parliamo di decine di miliardi di euro dall’Europa verso sistemi bancari offshore o cinesi – sottrae alla fiscalità una mole significativa di risorse, indebolisce la capacità di sostenere l’ammodernamento tecnologico della pubblica amministrazione, le politiche di difesa e di sicurezza e, innanzitutto, le politiche di inclusione sociale, essenziali alla stabilità democratica.
La lavanderia cinese più amata dagli italiani
Come sta andando il contrasto a queste organizzazioni criminali?
C’è una obiettiva difficoltà a impiegare gli strumenti che fanno parte del nostro armamento. Sono pochissimi i procedimenti nei quali dei pm hanno contestato l’associazione mafiosa a organizzazioni albanesi o balcaniche. In rare occasioni le indagini si concentrano sul riciclaggio perché c’è un deficit cognitivo che ci impedisce di capire la pericolosità di organizzazioni che giocano ruoli fondamentali su scala planetaria. È evidente che la scelta di non contrapporsi più violentemente allo Stato, come è avvenuto fino al 1994, è una scelta che si spiega soltanto con la decisione di privilegiare la logica affaristica. Questo influenza le organizzazioni: nella selezione dei capi, prima prevaleva il soggetto più violento, oggi invece sono scelte figure capaci di governare le tecnologie e il reinvestimento speculativo dei proventi.
Quali sono i limiti di questo approccio?
"Non si riesce a frenare è il sistema di alleanze nell’ombra che si realizza attorno a due elementi comuni tra le mafie e buona parte del mercato delle imprese, cioè la corruzione e le frodi fiscali
Rischiamo di trasformare nuovamente la questione mafiosa in un problema di mero ordine pubblico, mentre riguarda complessivamente l’organizzazione economico-sociale del paese. Il nostro sistema antimafia ci ha consentito e ci consente ancora di smantellare qualsivoglia organizzazione: Cosa nostra è ancora molto forte e tenta di ricostituirsi, ma non riesce a darsi più una struttura unitaria; della Sacra corona unita non si sente più parlare; le grandi reti camorristiche come i Casalesi o i clan Alfieri-Moccia-Galasso hanno forme più circoscritte. Quel che non si riesce a frenare è il sistema di alleanze nell’ombra che si realizza attorno a due elementi comuni tra le mafie e buona parte del mercato delle imprese, cioè la corruzione e le frodi fiscali.
Questo governo e questa maggioranza hanno ridotto gli strumenti per contrastare i reati dei colletti bianchi.
Circoscrivere l’efficacia degli strumenti antimafia ai delitti violenti e limitarne l’uso contro i reati più sofisticati, come il riciclaggio o la corruzione, significa consentire la rigenerazione continua dei circuiti mafiosi ed essere ipocriti. Dinnanzi alle azioni più violente delle organizzazioni criminali o alle celebrazioni delle vittime è facile essere unanimi, ma questa unità viene meno quando le indagini riguardano i settori più delicati e vitali delle mafie. Nel maggio 2025 in commissione Giustizia alla Camera dei deputati ho sollevato il problema degli effetti gravi sui procedimenti penali delle modifiche all’utilizzabilità delle intercettazioni. E non perché si vogliano intercettazioni a strascico, una formula stantia e un po’ offensiva, ma per una ragione molto più semplice: oggi le intercettazioni fatte per un’indagine possono essere utilizzate in altre se si procede per detenzione di un documento di identità contraffatto o per il furto di un motorino, mentre non si possono adoperare se si procede per la corruzione di un giudice da parte di un’organizzazione mafiosa, per il riciclaggio di enormi quantità di denaro sporco, o per tutti i delitti tipici delle alleanze nell’ombra.
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Il nuovo numero dedicato alla "criminalità riorganizzata": dalle reti finanziarie clandestine al narcotraffico, dalle nuove tecnologie alla violenza che torna nelle strade di Palermo. Un dossier che mette in fila numeri, inchieste e testimonianze per mostrare il volto attuale delle mafie