Studenti a Bologna. Foto di Michele Ursino/Flickr
Studenti a Bologna. Foto di Michele Ursino/Flickr

Laurea e valigia, viaggio di sola andata: l'esodo degli studenti italiani

L'Italia sta perdendo "una parte quantitativamente e qualitativamente importante della sua generazione giovane e qualificata". Un esodo strutturale che ha profonde ricadute sul sistema Paese

Natalie Sclippa

Natalie SclippaRedattrice lavialibera

1 gennaio 2026

L’Italia sta perdendo "una parte quantitativamente e qualitativamente importante della sua generazione giovane e qualificata". A parlare di "esodo strutturale" è il presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), Renato Brunetta, durante la presentazione, lo scorso dicembre, di uno studio sull’attrattività del nostro Paese. I numeri raccontano che sono tanti i giovani tra i 18 e i 35 anni che emigrano: dal 2011 al 2024 630mila, di cui circa 148mila laureati.

"Si assiste a un doppio divario: quello Sud-Nord all’interno della penisola e quello tra Italia e l’estero, dall’Europa al resto del mondo"

Però attenzione a etichettare questo fenomeno complesso come “fuga di cervelli”. Si assiste a "un doppio divario: quello Sud-Nord all’interno della penisola – sottolinea Gaetano Vecchione, consigliere scientifico dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez) e curatore del capitolo sull’università dell’ultimo rapporto dell’ente, pubblicato a fine novembre –, ma anche altri che riguardano le differenza tra Italia e l’estero, dall’Europa al resto del mondo".

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