Bilzen, 12 febbraio 2026. Giorgia Meloni in Belgio in occasione dell'incontro informale dei leader dell'Ue. Foto presidenza del Consiglio dei ministri
Bilzen, 12 febbraio 2026. Giorgia Meloni in Belgio in occasione dell'incontro informale dei leader dell'Ue. Foto presidenza del Consiglio dei ministri

La riforma della magistratura voluta dal governo tutela i più forti

Con il referendum sulla giustizia, l'obiettivo non dichiarato del governo è mettere la politica nelle condizioni di poter controllare e condizionare il lavoro dei magistrati. Questo significa meno processi contro i colletti bianchi e chi detiene il potere

Marco Panzarella

Marco PanzarellaRedattore lavialibera

27 febbraio 2026

Su un punto sono tutti d’accordo: la riforma non risolverà il problema atavico della giustizia italiana, vale a dire la lentezza dei processi. Il testo promosso dal governo non prevede nuove assunzioni di magistrati, giudici e personale amministrativo, nonostante gli addetti ai lavori continuino a denunciare le gravi carenze di organico negli uffici giudiziari.

Giustizia, meno tutele di fronte al potere

Una situazione al limite certificata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa (Cepej), secondo cui in Italia il procedimento penale dura in media 355 giorni in primo grado, 750 in appello e 132 in Cassazione, quando nel resto d’Europa la media è di 133 giorni in primo grado, 110 in secondo grado e 101 in terzo grado.
Ma se la riforma non migliora l’efficienza, perché è così centrale per il governo?

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2026 - Numero 37

Riformata

Riformata. Così il governo vorrebbe la magistratura, ma l'obiettivo è solo limitarne il potere

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