Slow Journalism

Lo Slow Journalism come orizzonte per salvare i giornali ma anche per disintossicare i lettori. Slow Journalism come slow food, per informarsi meglio, in maniera più sana. Un giornalismo lento, che non rincorre le breaking news, si prende il tempo per pensare e per mettere insieme tutti i tasselli di una storia. Un giornalismo che serve, quindi, nel senso più autentico del termine, e che sa essere antidoto contro le fake news e la pratica del clickbait.

 

A coniare il neologismo inglese è stato Peter Laufer, autore del libro Slow Journalism – Manifesto per un consumo critico dell’informazione. Negli ultimi anni, la riflessione sul tema si è allargata, si è infiltrata anche nelle stanze del giornalismo mainstream, saldandosi alle discussioni sul data journalism o giornalismo di precisione e al tema della sostenibilità dei progetti editoriali. Riflettere sul giornalismo può sembrare un passatempo per addetti ai lavori. In realtà, significa soprattutto parlare del diritto di chiunque a essere informato correttamente e dunque anche di democrazia, giustizia e libertà.

Annegare in un mare di input superflui

Annegare in un mare di input superflui

Abbiamo fatto dipendere la nostra sopravvivenza dalla produzione di informazioni culturali: che ne sarà allora della nostra umanità ora che tale produzione è fuori controllo?

Francesco Remotti

Francesco RemottiProfessore emerito di Antropologia culturale dell'Università di Torino

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Domenico Iannacone

Domenico Iannacone: "In tv ho vinto l'assillo della velocità"

Il giornalista con la passione per la lentezza narrativa torna su Rai3 con il suo programma "Che ci faccio qui": "Molti colleghi hanno l'ossessione degli ascolti. Trattano di tutto senza parlare di niente"

Gabriele Cruciata

Gabriele CruciataGiornalista

(Foto Jakob Owens - Unsplash)

Lettori merce rara (social esclusi)

Crollano le vendite dei giornali e non piacciono più i siti web dei quotidiani, ma sempre più giovani si informano tramite app

Rosita Rijtano

Rosita RijtanoRedattrice lavialibera

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(Creative Christians/Unsplash)

Un'ora di informazione da ventenne

Solo i mezzi di comunicazione possono accedere alle fonti primarie delle notizie per renderle comprensibili e consumabili. Ma alla fiducia concessa dai giovani lettori devono corrispondere testate e siti affidabili

Lorenzo Pirozzi

Lorenzo PirozziStudente di Sviluppo e cooperazione internazionale all'Università di Bologna

Photo by Roman Kraft on Unsplash

Giornalismo, o si cambia o si muore

Ha ancora senso la professione giornalistica? Di quale informazione ci sarebbe bisogno? I giornali hanno il coraggio di confrontarsi con i lettori? La riflessione di Massimo Razzi

Massimo Razz

Massimo RazziGiornalista e scrittore

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