Transizione ecologica

Cosa significa transizione ecologica? In Italia, nel gennaio del 2021, ce lo siamo chiesto in ogni casa, mentre i TG annunciavano i nomi del neonato Governo di Mario Draghi e l’istituzione di un Ministero della transizione ecologica, affidato a Roberto Cingolani. In estrema sintesi, l’espressione indica la volontà di passare da un modello economico e produttivo basato su fonti di energia molto inquinanti (fossili) a un’altro che valorizza, invece, fonti rinnovabili e green. L’obiettivo è coniugare crescita economica e sostenibilità ecologica in tutti i settori, dall’agricoltura all’industria, dai trasporti ai servizi.

La transizione ecologica costituisce l’asse più importante di investimenti del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), il programma con cui l’Italia intende spendere i soldi del Recovery Fund e di NextGenerationEU. Scelta che risponde al più ampio contesto internazionale, caratterizzato da una nuova fiammata di proteste ambientaliste e da summit intergovernativi specificamente dedicati alla questione. Tra le buone intenzioni e la loro attuazione continua però a vivere la difficoltà di superare realmente il modello di crescita economico capitalistico, che non è messo in discussione, se non dai movimenti, ma semplicemente aggiornato alle nuove esigenze poste dalla crisi climatica.

La pista ciclabile sul Queen Louise's bridge, che attraversa il fiume Neman al confine russo-lituano (Wikimedia Commons)

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Marco PanzarellaRedattore lavialibera

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Luca Marino

Luca MarinoGiornalista praticante

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Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

Luca Marino

Luca MarinoGiornalista praticante

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Non serve sempre la maggioranza per innescare il cambiamento, perché a volte basta raggiungere una massa critica sufficiente a rendere il vecchio equilibrio instabile. I movimenti, gli attivisti, i 57 paesi riuniti a Santa Marta – che raccontiamo su …

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Elena CiccarelloDirettrice responsabile lavialibera

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