Cortina, la pista da bob in costruzione. Foto di M. Menardi
Cortina, la pista da bob in costruzione. Foto di M. Menardi

Per le Olimpiadi del 2026, Cortina è un cantiere

La cabinovia sulla frana, la pista in perdita, le casette trasportate con i tir: nel cuore delle Dolomiti i lavori procedono tra costi lievitati, tempi allungati e impatto sull'ambiente

Marina Menardi

Marina MenardiGiornalista, direttrice di Voci di Cortina

Aggiornato il giorno 10 luglio 2025

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Aggiornamento: A inizio luglio, la Società infrastrutture Milano-Cortina 2026 ha fatto sapere che tutte le casette del villaggio olimpico di Cortina sono state consegnate e che sono stati affidati i lavori sia per il restauro del trampolino dei Giochi del 1956 che per la realizzazione della cabinovia di Socrepes. Rispetto alle preoccupazioni sulle delicate condizioni idrogeologiche dove dovrebbe sorgere, la società ha assicurato di aver "adottato un piano di indagini mirato per la realizzazione dell’impianto, che verrà costruito in sicurezza e a tutela della comunità"


Mancano circa sette mesi all’inizio dei Giochi olimpici e paralimpici invernali e a Cortina d'Ampezzo i lavori proseguono tra obiettivi raggiunti e ostacoli da superare. Ancora non si è trovato chi realizzerà la cabinovia Apollonio-Socrepes, l’assurdo impianto a fune che dovrebbe collegare il centro con la ski area delle Tofane, dove si svolgeranno le gare di sci alpino olimpico femminile e paralimpico, e che insiste su una frana che si muove dieci centimetri l’anno. Martedì 17 giugno Simico ha chiuso la gara che è andata deserta, ora resta da capire cosa farà il commissario straordinario, che potrebbe procedere per affidamento diretto (ammesso che si trovi una ditta disposta a effettuare i lavori). Intanto, il progetto è già valso a Cortina la “bandiera nera” di Legambiente: "Un’infrastruttura dall’impatto ambientale significativo e dalle molte criticità nel cuore delle Dolomiti", si legge nel rapporto Carovana delle Alpi 2025.

Cabinovia vista frana 

L’impianto faceva parte di un più ampio progetto di "partenariato pubblico privato per un nuovo sistema integrato di mobilità intermodale", che oltre alla cabinovia prevede un parcheggio interrato con vari servizi commerciali e un people mover, ovvero una navetta automatica per collegare i due versanti sciistici, Tofane e Faloria.

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Proprio per i problemi idrogeologici e paesaggistici, il progetto ha incontrato molte resistenze nel rilascio delle autorizzazioni. Visto lo scorrere inesorabile del tempo, si è deciso allora di scorporare l’impianto di risalita dalla costruzione del parcheggio, dichiarando che verrà chiuso una volta finite le Olimpiadi.

L’importo complessivo a base di gara è stato fissato a poco più di 22 milioni di euro e il tempo utile per i lavori a "287 giorni, naturali e consecutivi, decorrenti dalla data del verbale di avvio dell’appalto"

Il Consiglio dei ministri ha quindi assegnato all’amministratore delegato di Simico Fabio Saldini i poteri di commissario straordinario e ciò ha permesso di indire la gara d’appalto a fine maggio per la realizzazione del solo impianto a fune "necessario per la gestione dei flussi di spettatori e atleti durante le gare dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026", come specificato da Simico. L’importo complessivo a base di gara è stato fissato a poco più di 22 milioni di euro e il tempo utile per i lavori a "287 giorni, naturali e consecutivi, decorrenti dalla data del verbale di avvio dell’appalto, di cui 224 giorni, naturali e consecutivi, per ultimare la messa in esercizio dell’impianto entro l’inizio dei Giochi fissato per il 6 febbraio 2026".

Alla scadenza del bando, lo scorso 13 giugno, nessuna ditta ha però manifestato interesse. Resta quindi incerto il futuro dell’impianto, che ha suscitato forte opposizione per le criticità idrogeologiche e l’impatto ambientale. Al Tribunale amministrativo regionale del Lazio sono stati depositati due ricorsi presentati da privati cittadini, mentre il 30 maggio scorso esponenti del mondo ambientalista, attivisti e tanti ampezzani hanno partecipato a un flash-mob di protesta nella frazione di Mortisa, il villaggio dove sorgerà la stazione intermedia. Il progetto prevede anche la demolizione di un ambulatorio veterinario, l'unico a Cortina e nella valle del Boite, e della casa della famiglia Curtolo per far posto alla partenza della cabinovia.

Il progetto prevede anche la demolizione di un ambulatorio veterinario, l'unico a Cortina e nella valle del Boite, e della casa della famiglia Curtolo per far posto alla partenza della cabinovia

La consigliera comunale Roberta De Zanna, della lista civica Cortina bene comune, ha inoltre più volte sottolineato i costi di manutenzione elevati che ricadrebbero sul bilancio cittadino: saranno infatti necessarie opere continue di manutenzione e monitoraggio in quanto l’area è caratterizzata dalla presenza di due superfici di scorrimento profonde tra i 15 e i 45 metri e, tecnicamente, non si può stabilizzare il versante.

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Dunque, sia i piloni, sia le stazioni ogni anno dovranno essere riallineate alla luce degli spostamenti che subiranno per il movimento del terreno franoso. Così, mentre i lavori non sono ancora partiti, l’opera è già diventata l’emblema dei danni e delle forzature permessi in nome del grande evento: un enorme progetto di parcheggi, tunnel, scavi e cementi approvato con il pretesto delle Olimpiadi e poi abortito, di cui rimarrebbe solo una cabinovia destinata a chiudere dopo i Giochi in attesa di un parcheggio che chissà se verrà mai costruito.

La pista della discordia

Anche per l’impianto per il bob, slittino e skeleton le cose non sono andate come nei piani: inizialmente si prevedeva la riqualificazione della pista esistente, poi è stato deciso di demolirla e ricostruirla da zero. Oggi l’opera tanto contestata per la sua insostenibilità economica, ambientale e sociale sta emergendo nella sua imponenza tra il bosco e il villaggio di Ronco e Cadelverzo, dove sono stati sacrificati circa 800 alberi per dare spazio a quello che Zaia ha definito "il nostro Guggenheim Museum": un serpentone di cemento armato lungo 1.650 metri, che sarebbe dovuto essere per la maggior parte interrato, e invece emerge per gran parte fuori terra.

Dopo il completamento del solo tracciato e la pre-omologazione alla fine di marzo, ora il cantiere si sta concentrando sulla realizzazione della copertura del budello, che innalzerà ancora di qualche metro la struttura, rendendola più impattante. Restano poi da realizzare o completare gli edifici di partenza e di arrivo, la viabilità interna ed esterna alla pista e gli impianti di illuminazione e di cronometraggio per le gare di Coppa del mondo, previste dal 17 al 22 novembre 2025, che fungeranno da test event dopo il collaudo della pista. Il piano delle opere di Simico prevede un investimento di circa 120 milioni di euro. Rimarrà al dopo-Olimpiadi la ricomposizione ambientale del sito, che ora appare come un enorme cantiere a cielo aperto: uno sfregio all'interno del meraviglioso paesaggio ampezzano delle Dolomiti, patrimonio Unesco.

È stato reso pubblico il piano economico commissionato alla società di consulenza Kpmg dalla Regione Veneto, che ha confrontato i costi di gestione della pista e i ricavi stimati. Niente di nuovo sul fronte deficit: si prevede una perdita costante di 648mila euro all'anno

Nel frattempo è stato reso pubblico il piano economico commissionato alla società di consulenza Kpmg dalla Regione Veneto, che ha confrontato i costi di gestione della pista e i ricavi stimati. Niente di nuovo sul fronte deficit: si prevede una perdita costante di 648mila euro all'anno, per arrivare a oltre 12 milioni di euro in vent’anni di presunta attività. Gli esperti sottolineano che la pista non è economicamente sostenibile a causa degli alti costi fissi e della limitata diffusione di questa disciplina sportiva. Insomma, pochi atleti per molte perdite.

Trasporti eccezionali 

Procede anche la consegna delle 377 casette che accoglieranno 1.400 atleti nel villaggio olimpico di Cortina, che dovrebbe essere completato entro il 30 ottobre 2025. Situata nell’area dell’ex aeroporto di Fiames, zona a rischio idrogeologico, l’opera ha un finanziamento di 39 milioni di euro. In una nota dell'11 giugno 2024, l'ad di Simico Fabio Saldini diceva: "Il concetto di sostenibilità è alla base delle strategie progettuali, che sono volte a minimizzare l’impatto dell’intervento, con il recupero delle strutture, la riciclabilità dei materiali, l’efficienza energetica e l’impiego di fonti di energia rinnovabile". Al momento, tuttavia, è difficile parlare di sostenibilità: le casette vengono trasportate su due tir a quattro alla volta, con un convoglio di trasporti eccezionali in orario notturno che doveva terminare a fine giugno, ma ora la ditta ha chiesto una proroga ad Anas fino al 5 settembre.

Procede anche la consegna delle 377 casette che accoglieranno 1.400 atleti nel villaggio olimpico di Cortina

Non bastasse ciò ad aumentare il traffico di automezzi, i circa 20mila metri cubi di ghiaia necessari per la realizzazione del terrapieno del villaggio arriveranno grazie a più di 1.100 viaggi con camion dal lago di Santa Caterina ad Auronzo di Cadore, percorrendo un tragitto di circa 35 chilometri per l'andata e 55 per il ritorno, mentre si potevano utilizzare detriti disponibili nelle immediate vicinanze senza aumentare ulteriormente il traffico già pesante a causa dei numerosi cantieri a Cortina. Il villaggio avrebbe dovuto essere temporaneo, ma lo scorso novembre il consiglio comunale ha approvato uno schema di convenzione con Simico e la Fondazione Milano Cortina che prevede la possibilità di mantenere la struttura fino a due anni dopo la chiusura dei Giochi.

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Restauro senza ascensore

Tra le opere più attese dalla comunità ampezzana c’è la ristrutturazione del trampolino Italia, simbolo dei Giochi olimpici di Cortina del 1956. La speranza è che venga completata prima dell’inizio dei Giochi per dare a Cortina il suo bel biglietto da visita, visto che è posto all’entrata di Cortina da sud e ben visibile dalla strada statale e sta cadendo a pezzi.

Ma la data di inizio lavori continua a slittare, e durante il consiglio comunale dello scorso 19 maggio è emersa una novità che ha portato una certa delusione: dallo studio di fattibilità è stato stralciato l’ascensore, che dovrà essere realizzato dopo le Olimpiadi dalla prossima amministrazione comunale con risorse proprie. In un primo momento, l’intervento prevedeva la ristrutturazione del trampolino del 1956 e del braciere, nonché la Medal plaza, il luogo delle premiazioni delle gare, con il cantiere previsto per fine ottobre 2024 e ultimazione dei lavori per fine settembre 2025. In seguito, si è deciso di rinunciare alla Medal plaza e di premiare gli atleti direttamente sui luoghi di gara. Il cantiere del trampolino è slittato al 2 aprile di quest’anno, posticipato all’11 maggio, e ora la data è stata ancora spostata: si inizierà forse entro il mese di giugno 2025 (il bando di gara scadeva il 28 maggio), per terminare il 6 marzo 2026.

L'impianto sarà pronto solo parzialmente per l’inizio dei Giochi: la parte del ristorante verrà completata dopo, e non verrà realizzato l’ascensore, rendendo quindi il trampolino inaccessibile ai turisti. Il costo è di 10 milioni, a carico della Regione Veneto.

Stadio e strade

Tornerà in funzione come eredità dei Giochi del 1956 anche lo stadio del ghiaccio

Tornerà in funzione come eredità dei Giochi del 1956 anche lo stadio del ghiaccio. L’intervento da 20 milioni di euro riguarda diversi aspetti tra cui la realizzazione di una nuova climatizzazione, il rifacimento dell’impianto di illuminazione, il rinnovamento del tetto e l’adeguamento della struttura per gli atleti paralimpici. I lavori non sono ancora finiti, ma stanno proseguendo con il completamento degli spogliatoi all’esterno della struttura, accessibili anche alle persone con disabilità. Altri 21 milioni sono stati stanziati per la variante del Lotto zero, con la riqualificazione e il ri- dimensionamento della viabilità del Lungo Boite e via del Parco, l’intersezione ponte Corona e la pedonalizzazione di via Cesare Battisti. L’opera doveva essere conclusa il primo giugno 2025, ma non vedrà la luce prima di fine anno.

Da lavialibera n° 33, Giochi insostenibili

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