Foto di Helena Lopes/Unsplash
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Progetto Racconti liberi: narrarsi per ricominciare

Giovani messi alla prova dal giudice per aver commesso dei reati rappresentano sé stessi con parole e foto

Redazione lavialibera

Redazione lavialibera

1 novembre 2025

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"Sono Martina. Ho 18 anni. Abito a Torino. Mi piace la musica, ascolto spesso i Club Dogo. Vorrei fare l’Oss [operatore socio-sanitario, ndr] nelle comunità e vorrei andare a vivere in Germania. Mi piace camminare. Sono uscita da poco da una comunità terapeutica dopo due anni e dopo aver cambiato due comunità traumatiche (non erano comunità normali). Sono riuscita a uscire dal giro in cui ero anche perché non potevo sentire nessuno. Ora voglio solo una vita normale".

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Martina fa parte di un gruppo di ragazze e ragazzi che sono incappati in problemi con la giustizia e sono stati messi alla prova dal giudice. Quest’estate ha partecipato con altre sei persone nelle sue stesse condizioni al progetto Racconti liberi, realizzato dalla società di comunicazione torinese Domino, con lavialibera e Acmos. Obiettivo: aiutare chi ha intrapreso un percorso di riabilitazione sociale a raccontare la propria storia, fuori dalle etichette e dallo stigma legati al percorso giudiziario.

Martina fa parte di un gruppo di ragazze e ragazzi che sono incappati in problemi con la giustizia e sono stati messi alla prova dal giudice

"@Alessandro, @Anas, @Carmelo, @Costantino, @Kevin, @Martina, @Momo, che hanno partecipato al progetto e ai cinque incontri di formazione, hanno scelto un’immagine dal proprio smartphone e l’hanno raccontata scegliendo 12 hashtag e scrivendo un testo. Il risultato è #ragazz* #scrittura #stanza #parco #penne #fogli #paura #frustrazione #gioia #volontà #amore #pazienza – racconta Andrea Bosso, direttore Strategia e consulenza di Domino –. Siamo partiti chiedendo ai ragazzi di scegliere un tema, abbiamo poi sviluppato storie e contenuti con diversi metodi di scrittura creativa e alla fine abbiamo condiviso i risultati, chiedendo a tutti di commentare il lavoro di ognuno. Un percorso che ha permesso a ragazze e ragazzi di sperimentarsi nel racconto attraverso strumenti semplici ma professionali, per creare post social che saranno pubblicati sul canale IG @lavialibera".

Abbiamo tutti storie diverse

"È stata un’esperienza molto bella, interessante e significativa – racconta Alessandro, uno dei ragazzi che ha partecipato al progetto –. Abbiamo condiviso momenti di dialogo e confronto che mi hanno fatto riflettere". Tra le foto che ha scelto per raccontarsi ce n’è una che ritrae il selciato di fronte a una chiesa e che lui ha descritto con queste parole: "Mi piaceva quando andavo a giocare con i miei amici in quel parco dove c’era la chiesa. Stavo in compagnia ed ero felice. #chiesa #panchine #alberi #cemento #lampione #persone #compagnia #felicità #spensieratezza #leggerezza #libertà #tranquillità".

Carmelo ha invece scelto la foto di una parete imbiancata da poco, evidentemente frutto del suo lavoro, commentata con orgoglio nella didascalia dell’immagine: "Gli angoli fatti col pennello. Le vie delle strade coi secchi di Grigio in mano. Il Bianco che dà luce sulle pareti. Lo zoccolino Marrone fatto col legno di quercia. Il fumo delle sigarette durante la pausa. Le ombre che mi creano intralci e mi fanno aprire i faretti. La nitidezza del lavoro completo. #angoli #ombre #luce #bianco #grigio #marrone #vie #intralci #strade #nitidezza #fumo #quercia".

“@Alessandro, @Anas, @Carmelo, @Costantino, @Kevin, @Martina, @Momo hanno scelto un’immagine dal proprio smartphone e l’hanno raccontata scegliendo 12 hashtag e scrivendo un testo”

Anche Carmelo è contento del percorso fatto insieme agli operatori: "È stato un piacere partecipare a questo progetto, nei primi incontri c’era un po’ di silenzio, ma poi siamo riusciti ad aprirci piano piano perché hanno funzionato molto bene gli incontri. È stata una cosa molto toccante, anche con gli altri ragazzi, abbiamo tutte storie diverse, loro hanno la loro storia, io ho la mia storia. Gli operatori sono stati bravissimi, ringrazio tutti per avermi dato la possibilità di partecipare a questo incontro per la mia rinascita, grazie mille, fatevi vedere molto presto".

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Tra le foto, che presto si trasformeranno anche in una mostra itinerante, spicca tra gli altri uno scatto proposto da Kevin. Un tramonto innevato, con l’esterno di una casa di cui si intravedono le luci accese e calde, e un aereo che attraversa un cielo che volge al blu della notte. Questo il suo testo di accompagnamento: "C’era freddo quando mi affacciai alla finestra per vedere la natura. La vista e la luce. Scesi di casa per fare una foto al tramonto. C’era la neve e l’aria trasmetteva serenità. #albero #luce #casa #tramonto #neve #finestra #natura #vista #serenità #libertà #freddo".

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Libertà è una parola che ricorre spesso nei testi, come amicizia e felicità. "Con Racconti liberi abbiamo voluto offrire ai ragazzi uno strumento per narrare sé stessi. Perché ogni storia, se condivisa, può generare crescita, consapevolezza e libertà", spiega Andrea Bosso. L’augurio è che raccontarsi, fuori dall’esperienza della comunità e delle aule di giustizia, possa contribuire a restituire a ragazze e ragazzi la fiducia e la motivazione necessarie per provare a cambiare rotta nella loro storia.

Da lavialibera N° 35

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