
Comunità educanti in cerca di futuro


5 dicembre 2025
A Caivano, la riqualificazione dovrebbe passare anche attraverso lo sport. Tuttavia due associazioni sportive locali che fanno praticare discipline di squadra, la Pallacanestro Jirafa e la Phoenix Volley, non hanno mai potuto usufruire della palestra del centro Pino Daniele, ristrutturato per volontà del governo Meloni e affidato al gruppo sportivo della Polizia di Stato (le Fiamme Oro), e sono costrette allenarsi e gareggiare nell’unica palestra agibile e regolamentare, quella della scuola media statale “Don Lorenzo Milani”. Ma c’è un problema: in queste ultime settimane, dopo alcuni temporali, ci piove dentro.
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“Sospendere le attività in palestra perché piove è troppo frustrante”Phoenix Volley Caivano
“Di recente i nostri ragazzi si sono allenati usando soltanto metà campo per via della pioggia – spiega Domenico Serrao, responsabile della Pallacanestro Jirafa –. Questo è l’unico campo dove si può praticare: la Federazione ci ha consentito di usarlo in deroga anche se non è regolamentare”. Così, sulla superficie – non proprio ben messa – i giovani cestisti e gli allenatori hanno piazzato secchi, stracci e magliette per assorbire l’acqua. Stessa condizione vissuta dalla Phoenix Volley, come dimostrano le foto pubblicate su Facebook il 19 novembre, durante una giornata di pioggia, e accompagnate da una didascalia: “Siamo pieni di nastro adesivo e pezze a terra… sospendere le attività in palestra perché piove è troppo frustrante”. La rete a dividere le metà campo era stata montata, ma l’allenamento, in quelle condizioni, era rischioso. “In questo periodo è all’ordine del giorno che le attività saltino”, spiegano in forma anonima dalla società pallavolistica. E infatti, ad esempio, martedì 2 dicembre la Phoenix Volley ha dovuto spostare due partite – una della squadra under 14 e l’altra dell’under 16 – da Caivano in una palestra della vicina Frattamaggiore.
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“Oggi (i club caivanesi, ndr) possono praticare attività sportiva in un impianto completamente ammodernato e messo in sicurezza”Andrea Abodi - Ministro dello Sport
Tutti fanno notare che soltanto un anno fa i commissari che hanno retto il Comune dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose hanno chiuso per due mesi la palestra della scuola “Don Milani” per una manutenzione straordinaria da 149mila euro, così da renderla agibile. Sono stati rifatti gli impianti elettrici, ritinteggiati gli spogliatoi, ma la superficie di gioco è stata staccata e incollata di nuovo, col risultato che – a distanza di un anno – è tornata a essere irregolare, mentre in alcuni spunti si è scollata. E poi c’è il tetto, che non ha avuto manutenzione, nonostante lasciasse già passare qualche goccia: “La situazione è peggiorata rispetto all’anno scorso”, dicono dalla squadra di pallavolo. “Hanno dato l’agibilità della scuola per consentirci di accedere – aggiunge Serrao –: pareti rinfrescate, impianto elettrico, illuminazione, bagni, ma ci piove dentro. Sulle pareti sono comparse le muffe. È peggio di prima. Devono aver usato dei materiali economici. Di lavoro mi occupo di impianti sportivi (è un ingegnere edile specializzato nell'ambito, ndr), ne capisco”.
E dire che il 25 marzo scorso, rispondendo a un’interrogazione parlamentare, il ministro dello Sport Andrea Abodi assicurava che le due associazioni potessero “praticare attività sportiva in un impianto completamente ammodernato e messo in sicurezza”. La risposta non soddisfaceva il deputato Pd Marco Sarracino: “Perché le associazioni sportive di quel territorio non possono usufruire di quel centro sportivo (il “Pino Daniele”, ndr) e devono continuare a fare attività in strutture assolutamente inadeguate?”.
In tutto questo, inoltre, i commissari prefettizi hanno anche aumentato il costo orario dell’impianto di gioco, da 3 a 8 euro, più del doppio. Certo, a Caivano ci sono altre scuole dotate di palestre, ma non sono agibili neanche per gli allenamenti e non hanno i requisiti minimi per le gare ufficiali. E quello del centro ristrutturato dal governo con ben 12 milioni di euro? “Ci è stato detto che è riservata agli sport individuali, boxe e sport di combattimento”, risponde Serrao. Alla richiesta di avere uno spazio dove allenarsi, la Phoenix Caivano ha ricevuto un altro rifiuto: aprire a loro avrebbe rappresentato un precedente “e di conseguenza avrebbero dovuto rispondere a tutte le altre associazioni di Caivano”, spiegano dalla società pallavolistica.
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Non possiamo crescere, in questo modo, e quindi quelli bravi che emergono devono andare in altre società di altri paesi”.Domenico Serrao - Responsabile della Pallacanestro Jirafa
L’impegno delle due società andrebbe riconosciuto e sostenuto. La Jirafa, società nata nel 2012, permette a 150 giovani di praticare la pallacanestro, mentre la Phoenix, nata nel 2007 e riconosciuta come scuola federale dalla Federazione italiana pallavolo, fa giocare circa 400 atleti, dai cinque anni in su, suddivisi in 19 squadre attive in 15 campionati, tra cui spiccano una squadra maschile e una femminile in serie C. “Abbiamo dovuto anche spostarci in altri comuni, con tutte le squadre e una palestra non ce la facciamo. Un terzo delle nostre attività è qui”, spiegano.
L'aspetto delle palestre regolamentari può sembrare un tecnicismo, ma non è secondario, spiega ancora il responsabile della squadra di basket: "Il nostro campo misura 26 metri per 14 ed è inferiore alle misure ufficiali, 28 per 15 – premette –. La Federazione italiana basket ci ha concesso una deroga e possiamo disputare i campionati provinciali, ma non quelli regionali". Di conseguenza, se una delle squadre della Pallacanestro Jirafa dovesse salire di livello, dovrebbe giocare in una palestra in un altro comune. Rimanendo invece ai livelli provinciali, i giovani più promettenti dovranno andare in altre società e in altri territori. In sostanza, senza un campo a norma non possono crescere neanche le ambizioni.
Anche qui, anzi soprattutto in contesti come quello di Caivano, lo sport ha una importante funzione sociale: “In passato abbiamo accolto nei nostri ranghi giovani da famiglie povere, che non potevano permettersi l’iscrizione. Ora alcuni di loro sono cresciuti e sono diventati allenatori o dirigenti. Cerchiamo ancora di aderire a qualsiasi iniziativa per avere risparmi e vantaggi”. La Regione Campania, ad esempio, stanzia dei voucher per l’attività sportiva dei minori di famiglie con fasce Isee basse, così da pagarne la retta, ma questi fondi pubblici arrivano tardi. “Ci sono costi da sostenere, ma lo facciamo perché il territorio ne ha bisogno”, raccontano dalla Phoenix. “Facciamo sport in quartieri complessi, siamo pronti ad affrontare le difficoltà – afferma Serrao –. Noi, per politica interna ed etica, siamo vicini alla famiglie bisognose. Cerchiamo di tenere delle rette calmierate, alle famiglie che non possono pagarle permettiamo di mandare i figli e paghiamo noi il tesseramento. Siamo un'associazione sportiva dilettantistica. Poi, ovviamente, se tutti non pagano è difficile".
Nel frattempo, dopo anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose, i caivanesi hanno eletto un nuovo sindaco, Antonio Angelino, funzionario della Città metropolitana di Napoli ed ex campione di arti marziali supportato da alcuni liste civiche e da Azione. Ha ottenuto più del 78 per cento dei voti. Il 2 dicembre è stato dichiarato ufficialmente eletto. Alcuni suoi primi post da sindaco, su Facebook, sono dedicati allo sport: ha annunciato il passaggio della fiamma olimpica di Milano-Cortina e quello del Giro d’Italia. Manifestazioni importanti per il comune napoletano, nella cui unica palestra regolamentare, però, piove ancora.
Il nuovo sindaco, nei primissimi giorni del suo mandato, ha fatto dei sopralluoghi in sette delle 12 scuole del comune. “Facciamo i conti con una struttura interna che si è riorganizzata in questi ultimi anni. Sono stati previsti nuovi concorsi e inserimenti. Questo ci ha consentito di organizzare l’ufficio delle manutenzioni oggi inesistente – spiega a lavialibera –. Oggi dobbiamo gestire scuole ammalorate e i relativi impianti sportivi. Il nostro obiettivo è proseguire il percorso avviato dai commissari per tenere il livello di manutenzione ordinaria e straordinaria attento e costante per la sicurezza degli edifici e poi immaginare interventi più sostanziosi, candidando le scuole a bandi di edilizia scolastica regionali e nazionali”.
In futuro, inoltre, spera che la città possa ottenere i fondi di Sport e salute (società pubblica del ministero dell'Economie e delle Finanza che opera in stretto rapporto con il dipartimento dello Sport e con il Coni) per la realizzazione di un palazzetto dello sport: “Nella graduatoria, siamo i terzi tra quelli esclusi dal finanziamento. Aspettiamo di vedere se ci saranno degli scorrimenti”.
“L’amministrazione comunale deve farsi carico della situazione delle palestre. Caivano deve avere un campo o un palazzetto – sprona il dirigente della Pallacanestro Jirafa –. Essendo del settore, ho visto cosa può fare lo sport come strumento di riqualificazione urbana. Il Parco verde, se si aprono spazi per lo sport e per il tempo libero, cambierà”.
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