21 marzo, a Torino tutto pronto per la giornata in memoria delle vittime di mafia

Dopo 20 anni, il corteo dei familiari delle vittime delle mafie, accompagnati dalla società civile, torna a Torino. Saranno 1117 i nomi che saranno letti dal palco di piazza Vittorio Veneto

Redazione lavialibera

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20 marzo 2026

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Torino è pronta a ospitare, sabato 21 marzo 2026, la trentunesima giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Partenza alle 9 da piazza Solferino per un corteo – aperto da quasi 500 familiari delle vittime innocenti delle mafie – che attraverserà le vie del centro per terminare in piazza Vittorio Veneto, dove comincerà la lettura del lungo elenco dei nomi – 1117 – di chi è morto per mano mafiosa. Quest'anno sono sedici i nuovi nomi aggiunti alla lista, e di questi cinque sono minorenni.

"Lo slogan di quest'anno è 'Fame di verità e giustizia' – ha spiegato don Luigi Ciotti nella conferenza stampa per presentare l'evento – e la parola da sottolineare con forza è proprio fame, il diritto alla verità, perché l'80 per cento dei familiari delle vittime, molti dei quali saranno a Torino a camminare con noi, non conosce la verità. Eppure le verità passeggiano per le vie del nostro Paese, ma l'omertà uccide la verità, la speranza e senza verità non si può costruire giustizia". Don Ciotti ha ricordato anche che "non c'è mai stato un registro delle vittime, l'abbiamo costruito noi e continuiamo a farlo e quest'anno si aggiungono 15 nomi di persone che per anni non si sapeva neppure che esistessero. Non bisogna lasciare che la memoria vada in prescrizione e non bisogna dimenticare che oggi la mafia è molto forte".

Libera e l'elenco delle vittime di mafie, una scelta complicata

Il 21 marzo a Torino, 20 anni dopo

“Ricordo quel momento come l’inizio di un percorso che ci ha incoraggiate e incoraggiati a raccontare non solo la persona cara che la violenza mafiosa ci aveva strappato, ma anche il nostro vissuto e il dolore personaleDaniela Marcone - Referente di Libera per l'area "Memoria"

Il 21 marzo torna a Torino a distanza di vent’anni, in occasione dei sessant’anni di attività del Gruppo Abele e dei trent’anni di Libera. Qui a Torino, nel 2006, si tenne uno “straordinario incontro tra i familiari che dal 1995 si erano avvicinati alla nostra rete associativa per un momento di racconto reciproco”, ricorda in un articolo Daniela Marcone, vicepresidente di Libera e referente nazionale dell'associazione per l'Area memoria: “Ricordo quel momento come l’inizio di un percorso che ci ha incoraggiate e incoraggiati a raccontare non solo la persona cara che la violenza mafiosa ci aveva strappato, ma anche il nostro vissuto e il dolore personale. Quell’attività profondamente individuale di condivisione aveva la capacità di generare emozioni e sentimenti collettivi, e nel tempo ci ha permesso di guardare anche a un orizzonte di speranze condivise”.

Fra i familiari delle vittime innocenti delle mafie che sfileranno a Torino anche quelli del procuratore Bruno Caccia, ucciso dalla 'ndrangheta nel capoluogo piemontese il 26 giugno 1983. "La prima volta che ho partecipato a questa marcia è stata proprio qui a Torino nel 2006 – ha dichiarato Paola, una delle figlie –. Questa marcia è un momento estremamente profondo, soprattutto quando si leggono i nomi delle vittime, una cosa che a me ricorda il rosario. Ci fa ricordare il dovere che abbiamo di non dimenticare, di ricordare l'ingiustizia di tutte queste vite distrutte. Ci vuole la memoria, ma anche l'impegno e il fatto che Libera ci abbia fatti conoscere ci ha dato la forza e il coraggio per reagire".

21 marzo. A Torino, vent'anni dopo

L'assemblea dei familiari delle vittime

Torino, 20 marzo 2026. L'assemblea dei familiari delle vittime innocenti delle mafie alla Cavallerizza reale
Torino, 20 marzo 2026. L'assemblea dei familiari delle vittime innocenti delle mafie alla Cavallerizza reale
"Un paese senza memoria è un paese senza storia. Un paese senza verità è un paese senza dignità"Francesca Rispoli - copresidente di Libera

In città sono arrivati i familiari per la loro assemblea nazionale venerdì pomeriggio, mentre in serata ci sarà una vegli ecumenica al duomo. "I familiari delle vittime innocenti delle mafie hanno effettuato una scelta importante e significativa: trasformare il proprio dolore in impegno, in memoria viva. Un lungo elenco che leggiamo come uno strumento di lotta intersezionale – commenta Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera – perché questi nomi non raccontano solo di vittime di mafia in senso stretto, raccontano lavoratori sfruttati, ci dicono di amministratori onesti isolati, di donne colpite nella loro autonomia, di migranti, imprenditori che hanno detto no al ricatto che sono vittime di corruzione. Racconta a questo elenco quindi le diverse forme di oppressione economica, sociale, di genere, territoriale, di cui le mafie sono capaci che si intrecciano con gli altri sistemi di potere. Saremo a Torino e nel resto d'Italia per ribadire che la memoria fa paura alle mafie: non può essere ingabbiata nel passato, archiviata. Va vissuta nel presente. Questo dovrebbe essere l'impegno di ogni cittadino. Di oggi e di domani. Un paese senza memoria è un paese senza storia. Un paese senza verità è un paese senza dignità".

Dopo il corteo e la lettera dei nomi, nel pomeriggio ci saranno momenti di formazione e incontro nei seminari organizzati da Libera, spettacoli e mostre (scopri di più sul sito di Libera). lavialibera seguirà la manifestazione sui suoi canali social (qui la nostra pagina Instagram) e sarà presente con un banchetto in piazza Vittorio.

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