
"Ragazzi, distinguete il bene dal male, perché il conto da pagare è alto"



1 ottobre 2026
Carichi di lavoro insostenibili, stress e burnout, ferie e permessi utilizzati come strumenti di pressione, strutture inadeguate, buchi nella valutazione della salute e della sicurezza del personale, ricorso sempre maggiore a contratti precari: le condizioni di lavoro nelle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, gli enti che in Italia esaminano le richieste d’asilo, mostrano una realtà ben distante dall’immaginario del pubblico impiego. È l’effetto di vecchie carenze strutturali, ma anche di scelte politiche recenti che vedono Roma e Bruxelles allineate su un imperativo: smaltire il maggior numero di pratiche nel minor tempo possibile. "Siamo ridotti a passacarte", sintetizza un funzionario, che come gli altri colleghi contattati da lavialibera ha preferito mantenere l’anonimato.
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