(Foto di Michele Bitetto - Unsplash)
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Lo Stato penale

In Italia la strenua difesa della legalità ha talvolta prodotto un interventismo giudiziario e giuridico senza freni per risolvere problemi a cui la politica non sa rispondere

Livio Pepino

Livio PepinoGià consigliere della Corte di cassazione, direttore Edizioni Gruppo Abele

16 aprile 2020

Quando piove a dirotto ogni strumento è buono per coprirsi. Così, nell’attuale crisi economica, sociale e di valori, c’è chi chiede alla magistratura di fare ciò che è proprio della politica: realizzare una maggior giustizia sociale, risanare le istituzioni, ridare ai cittadini una speranza di futuro. Alcune recenti vicende – da quella dell’ex Ilva di Taranto a quella della tutela della vita dei migranti nel Mediterraneo – sembrano dar loro ragione e alcuni magistrati si dicono pronti a "smontare e rimontare" il Paese. Ma coltivare questa strada è insieme illusorio e pericoloso.

La rivista

2022 - numero 18

Oltre le convenzioni

Nel dicembre del 2000, a Palermo veniva firmata la Convenzione Onu contro il crimine organizzato transnazionale, presentata in termini trionfalistici come una svolta nella lotta ai fenomeni mafiosi in tutto il mondo. Ma cosa è cambiato da allora? Qual è lo stato dell'arte in fatto di contrasto ai traffici illeciti globali?

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