La cyber guerra immaginata (e quella reale)

Non abbiamo visto comunicazioni ed elettricità saltare, ma questo non vuole dire che gli attacchi informatici non siano centrali nel conflitto

Rosita Rijtano

Rosita RijtanoRedattrice lavialibera

17 maggio 2022

"Mi aspettavo di veder saltare comunicazioni ed elettricità, invece non è successo". L’ha confessato stupito il politico statunitense Angus King durante un’audizione in Senato dell’organismo che si occupa di sovrintendere le attività di intelligence. Uno stupore che ha accomunato molti e ci dice una cosa: l’idea che c’eravamo fatti della cyberguerra era fortemente esagerata. Questo non significa che gli attacchi informatici non abbiano avuto, e non continuino ad avere, un ruolo centrale nel conflitto. Un report appena pubblicato da Microsoft mostra come le operazioni cyber siano pienamente integrate nelle strategie di guerra. I ricercatori dell’azienda fondata da Bill Gates hanno individuato almeno sei gruppi allineati alla Russia che dall’inizio della guerra a oggi hanno lanciato attacchi "continui e distruttivi". Ancor più interessante è che sembra abbiano iniziato a preparare il terreno per il conflitto dal lontano marzo 2021.

La guerra in Ucraina si finanzia anche su Facebook

Prima Kiev era raramente un loro target, ma lo spostamento in massa di truppe verso il confine ha coinciso con il primo tentativo di carpire informazioni militari riguardanti l’Ucraina e i suoi partner stranieri, in particolar modo i paesi Nato, attraverso massicce campagne di phishing: forme di adescamento che ingannano gli utenti per ottenere dati sensibili, come le loro credenziali di accesso a un’email o a un portale. Il cambio di passo il 23 febbraio, il giorno precedente l’invasione, quando il gruppo chiamato Iridium (conosciuto anche come Sandworm e considerato un’unità del servizio informazioni delle forze armate russe, Gru) ha preso di mira centinaia di sistemi informatici ucraini impiegati nei settori governativi, energetici e finanziari con un wiper: un tipo di software malevolo che cancella i contenuti custoditi nei computer infettati.

La rivista

2022 - numero 14

Trent'anni dopo

A trent'anni dalle stragi di Capaci e di via D'Amelio, lavialibera propone a lettrici e lettori un numero speciale: una riflessione a più voci sugli anni che ci separano dalla morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un antidoto contro la retorica delle celebrazioni

Trent'anni dopo
Vedi tutti i numeri

La newsletter de lavialibera

Ogni sabato la raccolta degli articoli della settimana, per non perdere neanche una notizia. 

Ogni prima domenica del mese un approfondimento speciale, per saperne di più e stupire gli amici al bar