Beni comuni

I beni comuni, secondo la definizione elaborata da Stefano Rodotà, si caratterizzano perché strumentali al godimento dei diritti fondamentali della persona. Per questa ragione, la loro gestione deve essere collettiva, superando la dicotomia tra pubblico e privato. Sono beni comuni, quindi, aria, acqua, foreste e, in generale, tutte le risorse naturali, nonché quelle archeologiche, ambientali e culturali.

 

A livello internazionale, la teoria della gestione collettiva dei beni comuni è stata ampiamente elaborata da Elinor Ostrom, politologa statunitense e Premio Nobel per l’economia nel 2009. È stata lei la prima a contestare il modello della “Tragedia dei beni comuni”, che negava la possibilità di identificare una terza via tra libero mercato e statalismo. In Italia, uno dei momenti di massima mobilitazione sull’argomento è stata la campagna referendaria per l’acqua pubblica del 2011. Oggi, il tema dei beni comuni si intreccia con le grandi questioni ambientali, con le lotte per i diritti sociali e con le nuove elaborazioni su democrazia e cittadinanza.

Milano, 2021. Il colonnello Maurizio Bortoletti in un incontro del Forum della Meritocrazia

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Laura Fazzinivideomaker e fotografa

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Scampia, il Gridas rischia lo sgombero

Dopo la denuncia dell'Icap, l'istituto che gestisce l'edilizia popolare campana, il tribunale di Napoli ha ordinato l'immediato rilascio della struttura per "occupazione senza titolo". Potrebbe così scomparire l'associazione culturale che da …

Daniela De Crescenzo

Daniela De CrescenzoGiornalista

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La tutela dell'ambiente entra nella Costituzione, anche se era già imposta da trattati internazionali e sentenze della Consulta. Per molti è un modo per recepire e mettere ordine alle leggi, ma qualcuno ritiene si tratti solo di greenwashing

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Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

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Mario MessinaGiornalista freelance

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Ylenia SinaGiornalista

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