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30 giugno 2023
"Manca una comunicazione chiara sugli effetti, in molti casi le famiglie non prendono posizione perché non conoscono neppure gli ingredienti"Giuseppe Maggiore - Responsabile Epatogastroenterologia del Bambin Gesù (Roma)
Ricaricano il corpo e la mente, sono analcolici e spesso se ne conoscono solo gli effetti positivi. Basta cercare qualche parola chiave su internet per scoprire tutto sugli energy drink. O quasi. Delle bevande energetiche esistono precise informazioni sugli stimolanti – caffeina, ma anche taurina – mentre poco si sa delle conseguenze sulla salute, in particolare tra i giovanissimi: ci si accorge dell’abuso solo quando ragazze e ragazzi cominciano ad avvertire una mancanza di equilibrio sonno-veglia, con le ricadute sull’umore e sul corpo che diventano pericolose. A confermarlo è il professor Giuseppe Maggiore, responsabile di Epatogastroenterologia e nutrizione dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma: "Manca una comunicazione chiara sugli effetti, in molti casi le famiglie non prendono posizione perché non conoscono neppure gli ingredienti".
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L’argomento rischia di passare inosservato, vista la scarsa propensione dell’opinione pubblica italiana a occuparsi del tema. E anche gli studi scarseggiano, a differenza di altri paesi – tra cui Ungheria, Finlandia e Regno Unito – dove le ricerche scientifiche sui giovani sono recenti e mettono in guardia sia sull’abuso, sia sul mix con altre sostanze, tra cui l’alcool.
Le aziende sembrano, invece, essere consapevoli dei rischi: quattro colossi della produzione – Boissons énergisantes, Bullit, Power Horse e Red Bull, che insieme compongono l’Energy drink Europe (Ede) – nel 2014 hanno adottato un codice di condotta dove, se da un lato confermano la sicurezza delle bevande, i principi per l’etichettatura e la commercializzazione, dall’altro suggeriscono un consumo moderato e sconsigliano l’utilizzo a minori di 13 anni e donne in gravidanza. Sul tema, il professor Maggiore puntualizza: "A differenza di alcool e fumo, che seppure con delle falle sono mercati regolati in modo preciso, questa fetta di acquisti rimane scoperta. Chiunque può andare al supermercato e scegliere quello che vuole".
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Il facile accesso agli energy drink e il loro utilizzo da parte di adolescenti e preadolescenti deve mettere in guardia sui possibili rischi per il corpo: l’effetto eccitante indotto e immediato – che giustifica l’uso sportivo – nel tempo può avere conseguenze sul sistema cardiovascolare, specialmente in un’età dove il corpo cambia in fretta ed è più fragile dal punto di vista biologico. Non solo.
Una ricerca del 2018 ha evidenziato la correlazione tra l’assunzione di bevande energetiche e problemi come stanchezza, difficoltà nel prendere sonno, emicrania, mal di stomaco e poco appetito. Segnali che, quando compaiono, diventa complicato far rientrare. Inoltre, dopo la “botta” di energia, il rischio è quello di addormentarsi e rallentare i riflessi, il che può risultare pericoloso per chi guida. Oltre ai consumi, andrebbero approfondite anche le cause che portano i giovani ad acquistare gli energy drink: miglioramento delle prestazioni sportive, concentrazione per verifiche ed esami, stare svegli la notte. Di certo, in una società della performance che non concede pause, l’unico a mettere davvero le ali è il mercato, con un giro di affari che nel 2021 in Europa ha sfiorato i 14 miliardi di euro.
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