Torino, aprile 2025. Un manifestante indossa la maschera del ministro Valditara
Torino, aprile 2025. Un manifestante indossa la maschera del ministro Valditara

Più povera e meno libera: la scuola secondo Valditara

Mentre taglia i fondi, il governo mette le mani sui programmi, i libri e gli eventi negli istituti. Su sostegno e precariato, invece, solo risposte a metà

Paolo Valenti

Paolo ValentiRedattore lavialibera

1 gennaio 2026

Il tempismo è eloquente: mentre il parlamento discuteva la manovra che, nella proposta del governo (mentre scriviamo si attende ancora il voto definitivo, ndr), prevede tagli all’istruzione per 620 milioni nei prossimi tre anni, il ministro Giuseppe Valditara esultava per la firma delle nuove Indicazioni nazionali che da settembre 2026 dovrebbero orientare l’insegnamento in tutte le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. "Si volta pagina – ha dichiarato lo scorso 9 dicembre –. Dal prossimo anno scolastico vi sarà il ritorno della centralità della storia occidentale, la valorizzazione della nostra identità, la riscoperta dei classici che hanno contraddistinto la nostra civiltà. Ripristiniamo inoltre il valore della regola, a partire da quella grammaticale, e del latino".

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