Piccoli tele-indipendenti crescono. La chiusura di Rai Scuola riaccende l'attenzione sul rapporto tra minori e schermi.

La Rai ha deciso di chiudere Rai Scuola e traslocare i suoi contenuti su Rai Play. L'annuncio ha suscitato molte polemiche, alimentato una petizione online e soprattutto riacceso l'attenzione sul tema del legame tra minori e schermi, dalla televisione fino alle moderne piattaforme.

Francesco Rossi

Francesco RossiGiornalista e consulente lavialibera

12 settembre 2026

In quanto bambino degli anni ‘90 (cresciuto in quella decade, si intende) ho avuto un lungo e sostanzioso svezzamento televisivo a base di Albero Azzurro, Solletico e cartoni giapponesi. Nei lunghi pomeriggi a casa dei nonni, passavo davanti allo schermo molto più della manciata di minuti consigliata oggi dagli specialisti (secondo una regola che io e mia moglie cerchiamo, con fatica, di applicare con i nostri figli). Con il tempo, poi, mi è rimasta addosso una curiosità per il mezzo televisivo, per il suo linguaggio, per le sue logiche. Lo so, vi starete chiedendo che c’entra tutto questo con una newsletter che parla di educazione e scuola. Ci arrivo, ci arrivo. E’ una premessa che mi serve per dire che, quando il caldo agostano ha infiammato (tra le altre cose) anche la polemica per la chiusura di Rai Scuola, ho pensato subito di approfittare dell’occasione per affrontare il tema del rapporto tra TV ed educazione, mass media e pedagogia, schermi e bambini. E credevo di sapermici muovere dentro agilmente, vista l’esperienza sul campo e la curiosità non professionale. Ma ho scoperto ben presto che non era così, e questa newsletter lo certifica. Pensata in un modo, ora che la scrivo punta a tutt’altra direzione. Complici (forse inconsapevoli) di questa deviazione sono i due esperti che hanno accettato di farsi intervistare. Uno è Roberto Maragliano, pedagogista e mediologo, già ordinario di Didattica presso l’Università Roma Tre. L’altro è Roberto Trinchero, professore ordinario di Pedagogia Sperimentale presso l’Università di Torino. Se questo articolo ha preso vie di riflessioni inaspettate, la colpa (o il merito) è soprattutto loro. Ma procediamo con ordine e partiamo dal fattaccio.

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