
Permessi dal carcere duro e telefonini in cella, il pericolo dei boss che tornano al comando



1 ottobre 2026
È da poco finita un’estate terribile per l’Italia e – forse ancor di più – per buona parte dell’Europa centro-occidentale. Parecchie ondate di calore, forti, persistenti e con grande siccità, ci hanno colpito ripetutamente. I dati sulle temperature del dataset di ERA5- Land mostrano che i mesi di luglio e agosto in Italia sono stati i più caldi dal 1950 a oggi.
I mesi di luglio e agosto in Italia sono stati i più caldi dal 1950 a oggi
Ma non è affatto finita. Gli anticicloni africani che hanno generato queste situazioni, e che sono l’impronta digitale del cambiamento globale di origine antropica nel Mediterraneo e in Europa, mostrano un altro lato della medaglia. Il contrasto termico che si forma quando questi anticicloni si ritirano lasciando spazio a correnti anche solo un po’ più fresche, in presenza di suoli caldi e di un Mediterraneo così surriscaldato, produce precipitazioni violente. Ce ne siamo accorti già a fine agosto a Cremona e a settembre in buona parte del nostro Paese.
Greta Thunberg: "Contro la crisi climatica abbiamo bisogno di tutti"
Cosa ci aspetta quindi in questo autunno? Alcuni “ben informati” parlano di nuove ondate di calore, ma ovviamente più deboli, invitando a godersi il cambiamento climatico. Come dire: non c’è crisi, il cambiamento può anche essere positivo. Certo, potranno anche esserci le classiche ottobrate romane, ma cosa succederà quando inevitabilmente arriveranno perturbazioni più fredde (non con aria solo un po’ più fresca) che si infiltreranno in profondità nel Mediterraneo? Ebbene, le acque di questo mare così surriscaldato, dato che hanno grande inerzia termica, diminuiranno la loro temperatura lentamente e in queste condizioni si creerà un contrasto termico fortissimo, con un rilascio ancora molto notevole di energia dal mare sotto forma di calore. Dunque, fenomeni violenti – magari anche prolungati – saranno inevitabili. Insomma, non c’è alcuna “tranquillità” in un clima più estremo.
Contro il riscaldamento globale non basta il condizionatore
A me sembra che dopo questa estate le persone siano sempre più consapevoli di ciò che sta accadendo, anche se gli esponenti politici quasi non ne parlano. La crisi climatica mina dalle fondamenta tutto il nostro sviluppo futuro: loro hanno altre priorità? Occorre veramente una grande spinta dal basso, nostra e delle giovani generazioni, affinché si allunghi l’orizzonte visivo dei nostri rappresentanti fino a comprendere che non si può continuare a correre dietro alle emergenze senza pianificare azioni serie ed efficaci di contrasto alla crisi climatica. Noi scienziati del clima ci siamo.
A me sembra che dopo questa estate le persone siano sempre più consapevoli di ciò che sta accadendo, anche se gli esponenti politici quasi non ne parlano
Tra un anno, o forse meno, si voterà; spingiamo i partiti a inserire la lotta alla crisi climatica come punto basilare dei loro programmi: non come “specchietto per le allodole”, ma basandosi sui dati di fatto mostrati dalla scienza e andando nel dettaglio di misure concrete. E allora sapremo scegliere: anche quella croce sulla scheda è importante, per il clima e per tutti noi.
La tua donazione ci servirà a mantenere il sito accessibile a tutti
Il nuovo numero dedicato alla "criminalità riorganizzata": dalle reti finanziarie clandestine al narcotraffico, dalle nuove tecnologie alla violenza che torna nelle strade di Palermo. Un dossier che mette in fila numeri, inchieste e testimonianze per mostrare il volto attuale delle mafie
La tua donazione ci servirà a mantenere il sito accessibile a tutti