
"Ragazzi, distinguete il bene dal male, perché il conto da pagare è alto"



11 ottobre 2026
Nel 1976, cioè esattamente 50 anni fa, per l’ultima volta, l’anno scolastico prese il via il 1° di ottobre. Dall’anno seguente, si decise di anticipare il suono della campanella che sancisce la fine dell’estate alla seconda decade di settembre. Probabilmente, quindi, è per celebrare questa ricorrenza che il governo Meloni ha scelto di far entrare in vigore un decreto legge dedicato all’avvio dell’anno scolastico proprio il 1° ottobre 2026. Come spiegare, altrimenti, un provvedimento in urgenza (in ritardo) per disciplinare qualcosa che ha quasi la stessa regolarità e prevedibilità del Natale o di Ferragosto? L’unica alternativa plausibile è che le cose da decidere fossero così complesse, profonde, articolate da necessitare di lunga ponderazione. Ma a leggere i 15 articoli che compongono il decreto, qualche dubbio viene. Non perché non tocchino temi sensibili (lo fanno, eccome!) e neanche perché siano destinati all'ininfluenza, ma perché sembrano per lo più spigolature buone per scaldare i motori della propaganda in vista della campagna elettorale che verrà.
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