
Don Italo Calabrò, pioniere dell'antimafia sociale

6 maggio 2022
Parlare di un qualsiasi autore argentino attivo a partire dalla seconda metà del Novecento senza evocare Borges – che sia per opposizione o filiazione, per rifiuto o epigonismo – è un compito piuttosto complesso, molti direbbero impossibile. Di certo a tale passaggio non sfugge Alberto Laiseca (1941-2016), scrittore decisamente sui generis che in patria, dopo aver collezionato numerosi rifiuti da parte degli editori e avere infine pubblicato a fatica i suoi lavori, si è meritato l’appellativo di “Monstruo”, nel senso di “esemplare unico nella sua specie”, per la caratteristica vena magmatica e delirante che lo contraddistingue, cifra di un modo del tutto nuovo di scrivere dal sottosuolo.
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Con i criptofonini, i clan della Locride gestivano il narcotraffico internazionale da San Luca, paese di tremila anime arroccato sull'Aspromonte jonico. Tramite il "denaro volante", sistema informale di trasferimento di valore gestito da cinesi, con contatti a Dubai, pagavano la droga ai cartelli sudamericani. Con il beneplacito dei paramilitari, tonnellate di cocaina partivano da Colombia, Brasile e Ecuador per poi raggiungere il vecchio continente grazie agli operatori portuali corrotti dei principali scali europei. L'ultimo numero de lavialibera offre la mappa aggiornata degli affari della 'ndrangheta, così per come l'hanno tracciata le ultime indagini europee, in particolare l'operazione Eureka