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Alcol tra i più giovani, la grande abbuffata

Lo chiamano binge drinking ed è la famosa sbronza. Secondo i dati raccolti dal Cnr quasi un ragazzo su tre, tra i 15 e i 19 anni, si ubriaca almeno una volta al mese. Situazione che è peggiorata dopo la pandemia

Paolo Valenti

Paolo ValentiGiornalista

25 novembre 2022

Sempre più giovani praticano il binge drinking, che letteralmente significa “bere abbuffandosi”. In pratica, consumare cinque o più alcolici in un’unica occasione. Secondo lo studio condotto nel 2021 dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) – ripreso dalla Relazione annuale al parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia – quasi un ragazzo su tre nella fascia 15-19 anni l’ha fatto nel mese precedente la compilazione del questionario. L’incidenza più alta si registra tra i diciannovenni maschi, dove sfiora il 50 per cento.

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Il binge drinking è cresciuto negli ultimi dieci anni per poi crollare tra il 2019 e il 2020 a causa della pandemia. Ora sta tornando ai livelli pre-Covid, spinto dalla ritrovata socialità e dalla riapertura dei luoghi del consumo quali discoteche e locali notturni. 

Ubriacarsi: per 15mila ragazzi si tratta di un’abitudine che si ripete almeno dodici volte l’anno

Lo studio ha, inoltre, evidenziato che nel 2021 quasi un ragazzo su tre tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di essersi ubriacato almeno una volta nella vita, mentre per 15mila ragazzi (lo 0,6 per cento di questa fascia) si tratta di un’abitudine che si ripete almeno dodici volte l’anno. L’aumento della frequenza del consumo di alcol è più accentuato tra le ragazze e interessa anche i giovanissimi, nonostante il divieto di legge. Nella fascia 11-17 anni – mostra l'indagine Istat 2021 sulle dipendenze patologiche diffuse tra i giovani  – quasi un ragazzo su cinque dice di aver consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno precedente, mentre nella fascia 16-17 la frequenza di ubriacatura raggiunge livelli vicini a quelli medi della popolazione.

Nel 2019, su mille incidenti stradali che hanno coinvolto almeno un conducente di età compresa tra i 20 e i 24 anni, 17 erano causati da guida in stato d’ebbrezza

L’indagine fa anche luce sui fattori che possono favorire un consumo fuori controllo. Primo fra tutti, la famiglia: il 37,1 per cento dei giovani tra gli 11 e i 24 anni che hanno almeno un genitore con comportamenti a rischio nel consumo di alcol, dichiarano di averne a loro volta. La percentuale scende al 16,4 tra i coetanei i cui genitori non bevono o lo fanno con moderazione.
Le conseguenze sono evidenti: se nel 2001 ogni mille incidenti stradali che hanno coinvolto almeno un conducente di età compresa tra i 20 e i 24 anni, otto erano causati da guida in stato d’ebbrezza, nel 2019 il numero è salito a diciassette. Sempre secondo i dati Istat del 2019, tra tutti i conducenti che causano incidenti stradali perché guidano sotto l’effetto di alcol, uno su cinque ha tra i 15 e i 24 anni.

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