(lilartsy/Unsplash)
(lilartsy/Unsplash)

Adolescenti drogati di psicofarmaci e indifferenza

Li usano per dormire, dimagrire e andare bene a scuola. Antidepressivi e ansiolitici sono sempre più diffusi tra i ragazzi, ma non fanno scandalo perché servono alla società del merito

Elena Ciccarello

Elena CiccarelloDirettrice responsabile lavialibera

25 novembre 2022

  • Condividi

In Italia il dibattito sulle droghe continua a oscillare tra rimozione e ipocrisia. Rimozione del perché giovani e meno giovani usano droghe dalla notte dei tempi. Ipocrisia di un mondo adulto che, con il pretesto di proteggere i ragazzi, criminalizza alcuni luoghi del consumo, come i rave, senza conoscerli né provare a capirli, mentre fa finta di non vedere che oggi le sostanze più usate tra i 15 e i 19 anni, dopo alcol, tabacco e cannabis, sono gli psicofarmaci.

Prodotti non prescritti dal medico, ma molto più consumati di cocaina, allucinogeni e ketamina. Nel 2021, in 28mila li hanno usati almeno dieci o più volte in un mese. Oltre la metà di studenti e studentesse che hanno risposto allo studio Espad Italia ha raccontato di prenderli per "stare meglio con sé stessi", ma anche per dormire, dimagrire, migliorare l’umore o essere più bravi a scuola. In una frase: per meritare di essere amati e sentirsi all’altezza della società e delle aspettative che questa impone. Mezzo Tavor e l’interrogazione si affronta senza ansia.

Anche chi usa sostanze illegali ha raccontato a lavialibera di farlo per stare meglio e sentirsi  "distaccato, anestetizzato, alienato, ma scaldato e riempito" per qualche ora. Con alcune differenze, perché gli psicofarmaci sono legali e quindi più facili da rintracciare (oltre il 40 per cento degli intervistati li recupera in casa), e creano meno allarme. Sebbene i rischi dell’abuso di ansiolitici e antidepressivi siano uguali a quelli delle altre sostanze psicoattive (effetti collaterali, disturbi nel comportamento, dipendenza), le famiglie sono più disposte a tollerare, soprattutto quando a usarli sono anche i genitori. 

Politiche antidroga, attenzione alla nuove sostanze

I rischi dell’abuso di ansiolitici e antidepressivi sono uguali a quelli delle altre sostanze, ma le famiglie tollerano di più

Basterebbe riflettere più a lungo sulle risposte degli adolescenti per capire che la vera questione sta a monte di ogni tipo di consumo. Che la ricerca dello stare bene non può ridursi a una gara. E che l’enfasi sulla performance – ribadita anche dalla recente decisione di ribattezzare il ministero dell’Istruzione in ministero dell’Istruzione e del merito – può avere conseguenze sulla salute persino peggiori e più ampie rispetto alla tolleranza verso qualche festa. Costruire e alimentare una società in cui vale solo il principio del più forte, secondo una logica che premia il più adatto a competere, non può che accrescere il senso di impotenza e la ricerca di surrogati o potenziatori di felicità.

Davvero bastano più lavoro e più competizione per riempire il vuoto di senso di un'adolescenza sempre più aggressiva e ansiosa?

Guardare a come stanno i ragazzi e gli adulti aiuterebbe a fare un passo avanti nella comprensione dell’uso di droghe e ad affrontarlo in modo coerente. Aggiornare le politiche servirebbe a garantire un aiuto più diffuso e attento a chi ne ha bisogno, ad andare oltre la medicalizzazione delle dipendenze, a potenziare i servizi e a confrontarsi con la realtà dei nuovi consumi. Invece, si insiste soprattutto nella repressione, continuando a guardare il dito e non la luna, per non ammettere che le droghe peggiori offerte ai ragazzi sono la paura di guardarsi dentro e l’indifferenza. 

Da lavialibera n°17

  • Condividi

La newsletter de lavialibera

Ogni sabato la raccolta degli articoli della settimana, per non perdere neanche una notizia. 

Ogni prima domenica del mese un approfondimento speciale, per saperne di più e stupire gli amici al bar