Peer supporting: un servizio essenziale per chi si droga

Ci sono persone che hanno fatto o continuano a fare uso di droga capaci di aiutare, grazie alla loro esperienza, chi vive situazioni simili. Un'opera insostituibile, ma non ancora riconosciuta

Natalie Sclippa

Natalie SclippaRedattrice lavialibera

22 novembre 2022

Nei servizi sanitari che si occupano di tossicodipendenze e riduzione dei danni provocati dall’uso di droghe, i peer supporter svolgono un ruolo fondamentale. Queste persone – che hanno fatto uso di droga o continuano a “farsi” – riescono con più facilità, rispetto ad altre figure professionali, a entrare in contatto con chi dipende dalle sostanze. Conoscono luoghi, linguaggi e dinamiche del sottobosco e questa loro esperienza è di grande supporto per l’équipe dei servizi a bassa soglia, quelli di facile accesso che puntano ad alleviare i sintomi senza l’avvio di un iter burocratico, che spesso anziché avvicinare allontana. Nonostante il contributo alla causa, i peer continuano a pagare lo stigma del tossico e faticano a vedere riconosciute le loro speciali competenze. 

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