Pasquale Ferrara, direttore generale per gli Affari politici e di sicurezza al ministero degli Affari esteri
Pasquale Ferrara, direttore generale per gli Affari politici e di sicurezza al ministero degli Affari esteri

Intervista all'ambasciatore Pasquale Ferrara: "Per negoziare serve ascoltare il nemico"

Il diplomatico, oggi direttore generale per gli Affari politici e di sicurezza al ministero degli Affari esteri, spiega: "La guerra non è la continuazione della politica con altri mezzi, ma la sua negazione"

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

21 dicembre 2023

Cambiare i paradigmi. Non più "Si vis pacem, para bellum", cioè "Se vuoi la pace, prepara la guerra", ma "confirma fidem", ossia "consolida la fiducia". O ancora, stravolgere l’assunto del generale prussiano Carl Von Clausewitz per il quale "la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi", affermando invece che è la negazione della politica. Da 40 anni al lavoro nella diplomazia e nei palazzi romani, l’ambasciatore Pasquale Ferrara, ora direttore generale per gli Affari politici e di sicurezza al ministero degli Affari esteri, ha scritto il saggio Cercando un paese innocente. La pace possibile in un mondo in frantumi (Città nuova editrice, 2023), riflessione sulla risoluzione dei conflitti.

Pace: una parola, mille modi di intenderla

Ambasciatore Ferrara, come si fa la pace?
Se rispondo bene mi danno il Nobel! Oggi manca una pratica molto antica, l’ascolto delle ragioni dell’altro. Serve a capire qual è la prospettiva difesa dagli attori più problematici e più distruttivi in politica internazionale. Questo ha a che fare con il necessario rispetto degli interlocutori, che non significa approvare ciò che accade, ma capire e ascoltare per poi far evolvere le posizioni.

Oggi manca una pratica molto antica, l’ascolto delle ragioni dell’altro. Serve a capire qual è la prospettiva difesa dagli attori più problematici e più distruttivi in politica internazionale

La rivista

2023 - numero 24

La pace è un altro gioco

Non esiste una sola pace, ma paci diverse, al plurale. Giuste e ingiuste, stabili e instabili. Per costruirle ci vogliono impegno e fatica, perciò le guerre è meglio prevenirle che curarle

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