Roma, 18 ottobre 2023. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini (Fabio Cimaglia/Ansa)
Roma, 18 ottobre 2023. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini (Fabio Cimaglia/Ansa)

"Aspettare sanatorie non sia più conveniente", dice Ruffini, direttore dell'Agenzie delle entrate

"È interesse dello Stato aiutare il contribuente che non ce la fa", afferma il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini in un'intervista a lavialibera, precisando che "bisogna evitare di far passare il messaggio che pagare regolarmente e nei tempi prestabiliti sia meno conveniente che aspettare una sanatoria". E sulla riforma fiscale: "Adesso speriamo che riesca a riportare ordine a livello normativo"

Martina Cataldo

Martina CataldoCollaboratrice lavialibera

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

29 febbraio 2024

In un anno, dagli evasori fiscali sono state recuperate somme importanti, "un importo maggiore dell’ultima legge di bilancio". Da oltre quattro anni Ernesto Maria Ruffini, 55 anni, avvocato fiscalista, è direttore dell’Agenzia delle entrate, l’ente che si occupa di riscuotere le imposte ed effettuare i controlli. Di tradizioni cattoliche, suo padre Attilio è stato un partigiano bianco e poi ministro, il suo prozio Ernesto cardinale di Palermo, autore di una lettera pastorale del 1964 con cui denunciò le inadempienze istituzionali contro la mafia in Sicilia (contestando però Danilo Dolci). Lui, Ernesto Maria Ruffini, si è affacciato sulla scena pubblica nel 2010, intervenendo alla prima Leopolda organizzata da Matteo Renzi e Giuseppe Civati sul tema del fisco 2.0. Nel 2015, sotto il governo Renzi, diventa amministratore delegato di Equitalia e nel 2017 l’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni lo vuole a capo dell’Agenzia delle entrate, incarico che ha mantenuto sotto altri governi (eccezione fatta del primo di Giuseppe Conte). Sostiene di svolgere il suo compito attenendosi a due linee-guida, cioè semplificare e innovare il fisco per far pagare a tutti il giusto:"La pressione tributaria non sarebbe quella attuale se ciascuno avesse fatto la propria parte con lealtà", spiega in un’intervista a lavialibera

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“I tributi sono il costo sostenuto per far sì che i diritti dei cittadini non restino solo sulla carta”

Direttore, se dovesse spiegare ai cittadini come vengono spesi i soldi di tasse e imposte, cosa risponderebbe?
Premessa doverosa: ogni Stato democratico si sostiene in gran parte proprio grazie al prelievo fiscale, che serve a finanziare innanzitutto i servizi pubblici e la spesa sociale. In pratica, i tributi sono il costo che affrontiamo per vivere in una comunità anziché su un’isola deserta e far sì che i diritti di cui disponiamo come cittadini non restino solo sulla carta. Spesso però non c’è questa consapevolezza. Per rendere evidente il legame fra tasse e funzionamento della cosa pubblica, da qualche anno l’Agenzia delle entrate, in collaborazione con la Ragioneria generale dello Stato, mette a disposizione dei contribuenti un prospetto con la ripartizione delle imposte pagate in base alle macro-voci di spesa che compongono il bilancio statale.

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